In migliaia hanno attraversato oggi le strade di Bagnoli per dire "no" ai lavori legati all’America’s Cup 2027. Dopo settimane di iniziative e presidi, blocchi dei camion e assemblee, oggi si è svolta una mobilitazione imponente: circa 4.000 persone – secondo gli organizzatori – sono scese in piazza per contestare il progetto "Meloni-Manfredi", denunciando rischi ambientali e speculazioni edilizie.
La protesta: "Un tradimento lungo trent'anni"
Il corteo, partito da Viale Campi Flegrei e arrivato fino ai cancelli dei cantieri di Via Coroglio, ha visto la partecipazione di residenti, associazioni, studenti ed ex operai dell'Italsider. In testa, lo striscione: "Stop ai lavori della vergogna".
Il cuore della contestazione riguarda la decisione di non rimuovere la colmata a mare, opera che secondo il piano regolatore originale doveva essere eliminata per restituire la spiaggia ai cittadini. "Ci avevano promesso un bosco urbano e il mare balneabile – gridano i manifestanti al megafono – e invece ci ritroviamo con un evento elitario che serve solo a giustificare lavori d’urgenza senza valutazioni di impatto ambientale".
Tensioni e campionamenti "fai-da-te"
La tensione è salita davanti ai varchi del sito SIN, presidiati da un massiccio schieramento di forze dell'ordine in tenuta antisommossa. Molti manifestanti hanno indossato mascherine FFP3, denunciando il sollevamento di polveri insalubri dai cantieri. Dopo una trattativa con la polizia, una delegazione di residenti è stata autorizzata a entrare nel cantiere per prelevare campioni di terreno e sedimenti. "Li faremo analizzare da laboratori indipendenti – hanno spiegato – non ci fidiamo delle rassicurazioni ufficiali su un'area che per decenni è stata una bomba ecologica".
Le ragioni del "No": tra bradisismo e "turistificazione"
I comitati dell'Assemblea Popolare di Bagnoli puntano il dito contro il contrasto tra l'emergenza vissuta dal territorio e il "lusso" delle regate: "Siamo passati dalla conta dei danni del terremoto e dallo stato d'emergenza a un grande evento di lusso, senza mettere in sicurezza i palazzi danneggiati". Il timore è che le infrastrutture per la Coppa America siano il preludio a un porto turistico definitivo e alla trasformazione del quartiere in un polo di B&B e alberghi, espellendo i residenti storici. Si teme che il "capping" (la copertura della colmata) liberi diossine e polveri di ferro bruciato in un quartiere già martoriato da alte incidenze tumorali.
La replica del Sindaco Manfredi: "Clausole sociali e lavoro"
Mentre la piazza bolliva, il Sindaco di Napoli e Commissario straordinario di Governo, Gaetano Manfredi, ha cercato di gettare acqua sul fuoco puntando sulle ricadute occupazionali. "La bonifica e la rigenerazione di Bagnoli rappresentano una grande opportunità lavorativa e di sviluppo sociale innanzitutto per il territorio", ha dichiarato il primo cittadino. Manfredi ha annunciato che venerdì 13 febbraio verrà firmata in Prefettura una dichiarazione d’intenti per le clausole sociali. L'accordo, siglato con Invitalia e il raggruppamento Greenthesis, prevede l'impiego prioritario di lavoratori "territorialmente svantaggiati" del quartiere nelle commesse per la bonifica. Un tentativo di dare risposte concrete alla fame di lavoro della zona, che però non sembra aver placato la rabbia dei comitati, pronti a nuove azioni di blocco stradale nei prossimi giorni.