Avellino

 

C'è un errore di fondo che stanno commettendo i partiti in questa fase di preparazione alla campagna elettorale per le comunali di Avellino. E nessuno è esente da colpe, a destra come a sinistra. La strategia di individuare un salvatore della patria senza parlare dei problemi della città, di quello che c'è da fare, delle emergenze da risolvere, di una questione morale che riemerge in maniera preoccupante, rischia solo di allontanare ulteriormente i cittadini dalla politica e dal momento elettorale.

Ecco, i partiti dovrebbero occuparsi di questo. Non siamo ai casting per il Grande Fratello. Non dobbiamo trovare il più bravo per vincere La ruota della fortuna. No, qui si parla della città di Avellino, della sua storia e del suo futuro. Usciamo dall'ennesimo commissariamento e sembra tutto normale. C'è solo una consolazione: il comune non è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche. Ma la moralità della politica è un tema da affrontare, senza nascondere la testa sotto la sabbia. E soprattutto senza cercare accordicchi di potere che non hanno basi programmatiche e ideologiche e finiscono per buttare solo fumo negli occhi dei cittadini. Serve uno scatto d'orgoglio, serve una svolta soprattutto nel metodo. Imporre un candidato pensando di aver trovato la formula vincente è la scelta più sbagliata a cui, purtroppo, continuano a guardare i nuovi leader della politica cittadina. Poveri noi.