L’inchiesta della Procura. Sui sabotaggi sincronizzati che sabato hanno colpito il nodo ferroviario di Bologna, causando pesanti disagi alla circolazione nel primo giorno delle Olimpiadi, la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti. Le ipotesi di reato sono associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. Il procedimento è stato assegnato al gruppo specializzato in terrorismo, coordinato dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi, con il procuratore capo Paolo Guido come primo co-assegnatario.
Il lavoro della Digos
La Digos ha già trasmesso una prima informativa sugli atti di danneggiamento dei cavi dell’Alta velocità. Le indagini si concentrano sui resti dei dispositivi incendiari rinvenuti lungo le linee e sugli ambienti riconducibili all’area anarchica. Al momento non è arrivata alcuna rivendicazione, ma gli investigatori non escludono che possa emergere anche a distanza di giorni.
La linea del Mit
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti annuncia una risposta durissima. Una volta individuati i responsabili, il ministero presenterà richiesta di risarcimento per danni definiti già ora milionari, ribadendo la volontà di mettere fine ad azioni considerate di estrema gravità, capaci di colpire milioni di cittadini e il sistema dei trasporti.
Le reazioni politiche
Dal fronte politico arrivano parole di condanna unanimi. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha parlato di atto di delinquenza, sottolineando la gravità di un eventuale attentato premeditato nel giorno inaugurale delle Olimpiadi. Sulla stessa linea la ministra Elisabetta Casellati, secondo cui chi colpisce infrastrutture strategiche delinque e basta. Dura anche la presa di posizione del ministro Alessandro Giuli, rimasto bloccato in stazione a Bologna, che ha escluso qualsiasi spazio per chi fomenta odio e violenza.
Gli ordigni e gli altri episodi
Il primo ordigno è esploso sabato mattina attorno alle sette, danneggiando cavi definiti essenziali per la circolazione ferroviaria. Un secondo dispositivo, destinato a colpire la direttrice opposta, è stato individuato ancora inesploso dai vigili del fuoco. Nelle stesse ore si è registrato anche un incendio doloso in una cabina di scambio alla stazione di Pesaro, elemento che rafforza l’ipotesi di un’azione coordinata.