La Delegazione di Benevento dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ha svolto il consueto incontro mensile di formazione per le Dame e i Cavalieri ieri, sabato 7 febbraio, presso la Sala Capitolare del Duomo di Benevento, sul tema: “La Sindone: considerazioni di carattere storico e tecnico”. A relazionare è stato il Preside della Sezione Sannio – Irpinia dell’Ordine Federico Leonardi Donato. Il Delegato di Benevento Riccardo Derna, nell’introdurre i lavori, ha ringraziato il Preside per aver accolto l’invito a presentare un’approfondita riflessione sulla Sacra Sindone, comprese le nuove conoscenze emerse a livello scientifico. La relazione è frutto di un corso della durata di un anno che egli ha seguito presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum.
La Sindone “enigma” della scienza moderna
Il Preside Federico Leonardi Donato ha esordito definendo la Sindone “enigma” della scienza moderna ma certezza per la nostra fede. Come noto la Sindone è conservata nel Duomo di Torino dal 1578, con qualche interruzione come nel caso della Seconda Guerra Mondiale, dal 1939 al 1946, quando è stata custodita presso l’Abbazia di Montevergine. La Chiesa non ha mai ammesso ufficialmente che sia il lino che ha avvolto il corpo di Gesù Cristo, ma esaminando la Sindone riscontriamo la perfetta corrispondenza su di essa con tutte le ferite subite da nostro Signore. Va detto che se conosciamo il volto di Cristo lo dobbiamo all’immagine della Sindone. Un recente studio del CNR sui campioni di lino ha dimostrato la loro datazione a circa duemila anni fa, rispetto ad altri esami effettuati con il carbonio-14 che ne stabilivano un’origine medievale. A livello scientifico, inoltre, non c’è nessuna tecnica al mondo che possa aver determinato l’immagine impressa, con informazioni tridimensionali, su quel sacro telo.
La corona di spine si trova nella Cattedrale di Notre Dame a Parigi
A proposito della crocifissione di Cristo il Preside Leonardi Donato ha ricordato che la corona di spine posta sul capo di Cristo si trova nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi ed è conservata proprio dai Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Sul piano storico la Sindone è stata di proprietà dei Savoia fino al 1983 quando Umberto II la donò al Papa, prima di morire. Il relatore ha spiegato, citando San Giovanni Paolo II, che nella Sindone troviamo Gesù nel momento della massima impotenza, che non è sconfitta, ma fecondità divina per la salvezza del mondo intero. La riflessione conclusiva del Preside è che ogni giorno dobbiamo scegliere tra Gesù e Barabba. In questa scelta, anche nelle vicende quotidiane, si deve dimostrare la nostra fede. Al temine dell’incontro formativo il Cancelliere della Delegazione di Benevento Cav. Cesare Mucci ha ricordato, come riportato nel suo volume di recente pubblicazione “Il volto nascosto di Benevento” donato alla Delegazione, che nella Cattedrale di Benevento è conservato un prezioso reliquario in cui vi è un frammento della Sindone, del Sudario e della veste di Cristo.