I rappresentanti della rete "No America’s Cup" hanno ufficializzato la loro assenza all'incontro convocato per oggi pomeriggio, 9 febbraio 2026, dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari. Una decisione che segna un punto di rottura profondo nel dialogo tra l’amministrazione comunale e i movimenti civici.
Il muro contro muro: "Lavori subito sospesi"
La condizione posta dai comitati è netta: non ci sarà alcuna interlocuzione finché non verranno interrotte le operazioni sulla colmata a mare. Secondo i portavoce della rete, le attuali attività di "messa in sicurezza", accelerate in vista delle regate dell'America's Cup, sarebbero "pericolosissime" per la salute pubblica. "Qualsiasi riapertura del dialogo sarà possibile soltanto a lavori interrotti", si legge nella nota diffusa dai comitati. "C’è bisogno di garanzie concrete per un futuro fuori da speculazione e affarismi privati".
La mobilitazione popolare e le accuse al Comune
Il forfait al vertice segue la massiccia manifestazione di sabato scorso, che ha visto circa 4.000 persone sfilare per le strade di Bagnoli. La protesta non riguarda solo l'evento velico, ma investe l'intero processo di bonifica dell'area ex Italsider. I residenti accusano Palazzo San Giacomo e la struttura commissariale di mettere in atto un "ricatto tra salute e lavoro", tentando di legare le clausole sociali per l'occupazione agli interventi urgenti per la kermesse sportiva. Nel mirino c'è anche la tempistica della politica: la convocazione di un Consiglio Comunale sul territorio è stata giudicata "tardiva e inutile", arrivando solo dopo che le decisioni chiave sono già state ratificate.
Mentre il Prefetto e il Comune cercano di mediare per evitare che la tensione sociale rovini la vetrina internazionale dell'America's Cup, Bagnoli resta una polveriera.