Napoli

Sovraffollamento del 135%, carenza del personale penitenziario del 11%, 18 panetti di hashish e 11 smartphone sequestrati solo pochi giorni fa: il carcere di Secondigliano è il simbolo della più acuta emergenza carceri italiane, dell’illegalità diffusa e del sistema penitenziario campano abbandonato a sé stesso. Così Aldo Di Giacomo che oggi ha fatto visita al carcere di Secondigliano.

Le carceri in Campania hanno acquisito il titolo di peggiori d’Europa per sovraffollamento, carenza organici, suicidi e morti per altre cause di detenuti, aggressioni e violenze al personale, rivolte, traffico di droga, diffusione di telefonini.

Nei 15 istituti campani ci sono circa 7.500–7.600 detenuti per una capienza regolamentare di circa 5.500-5.600 posti disponibili: ciò significa un sovraffollamento medio della regione che supera il 130-135% della capienza autorizzata. È da tempo che denunciamo carenze d'organico significative, soprattutto negli istituti più grandi come Poggioreale e Secondigliano.

Nel 2024 sono stati 1.061 oggetti sequestrati non ammessi nelle camere e 140 sequestri di oggetti non ammessi ai colloqui, circa 540 telefonini e circa 16 kg di droga nel corso del 2025.

La prima criticità – aggiunge Di Giacomo - è quella delle aggressioni e delle violenze contro il personale penitenziario: circa 200 sono state le aggressioni dei detenuti ad appartenenti al Corpo con una media di 5 al giorno; di queste un terzo hanno prodotto prognosi di oltre 8 giorni ma in 150 casi sono state superiori ai 20 giorni. Tutto questo accade mentre la Legge di Bilancio 2026 prevede l’assunzione di 2.000 agenti di polizia penitenziaria entro il 2028 (vale a dire “spalmati” in tre anni) e una spesa di 140 milioni di euro per l’ampliamento di alcune strutture detentive. Due misure che avranno lo stesso risultato dell’introduzione dello spray al peperoncino: effetti del tutto marginali sui nodi principali della carenza di personale e del sovraffollamento. Tra l’altro gli interventi di ampliamento sono limitati a sette istituti, non tutti tra quelli in condizioni più critiche.

Quanto al personale, le nuove assunzioni, che richiedono tempo e sono programmate al 2028, non riusciranno a coprire i vuoti di organico provocati dal pensionamento e prepensionamento.

Per affrontare seriamente il problema – dice Di Giacomo – occorrono almeno 7 mila nuovi poliziotti come testimonia in questo primo scorcio di anno nuovo il ricorso diffuso ai turni massacranti di lavoro anche per 10-12 ore consecutive. C’è bisogno – sottolinea Di Giacomo – di allentare la pressione anche psicologica degli agenti e di prevenire evasioni, rivolte, violenze. C’è bisogno – conclude – prima di tutto di un’operazione verità senza nascondere che nelle carceri comandano i clan di criminalità organizzata con il traffico di droga e telefonini. Per tutto questo in mancanza di uno “straccio di idea” su come affrontare tutte le emergenze che vivono le nostre carceri serve una forte svolta per mettere fine alla negazione della gravità della situazione, alla campagna – alimentata oltre che da Nordio dal sottosegretario Del Mastro – che tutto va bene e ridare dignità in Europa al nostro sistema penitenziario che è già considerato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Cedu), il peggiore d’Europa”.