Il Sì al referendum sulla giustizia. Marina Berlusconi dichiara il proprio sostegno al Sì nel referendum del 22-23 marzo sulla separazione delle carriere. La scelta viene motivata come un voto di merito, non legato a logiche di appartenenza o al peso del cognome. La riforma è considerata necessaria per rafforzare la terzietà dei giudici e per liberare la magistratura da un sistema che, a suo giudizio, ne condiziona l’autonomia e la credibilità.
Il nodo delle correnti e delle nomine
Secondo l’imprenditrice, il problema della giustizia italiana non risiede nei magistrati in quanto tali, ma nel ruolo delle correnti e nelle dinamiche interne al Consiglio superiore della magistratura. Le carriere e le promozioni, in questo quadro, rischiano di essere influenzate da scambi e appartenenze, con effetti distorsivi sull’intero sistema. La riforma viene quindi letta come uno strumento per restituire equilibrio e indipendenza.
Il ruolo di Forza Italia e di Tajani
Nel parlare di politica, Berlusconi respinge l’idea di essere una guida occulta del centrodestra. Rivendica il proprio ruolo di imprenditrice e sottolinea i risultati delle aziende di famiglia, da Mondadori a Mediaset, fino a Mediolanum. Sul piano politico esprime apprezzamento per Antonio Tajani, riconoscendogli il merito di aver mantenuto saldo il partito in una fase delicata e di dover ora guidarne l’evoluzione futura.
Un centrodestra da tenere unito
L’unità del centrodestra viene indicata come un valore imprescindibile. Le differenze interne sono considerate fisiologiche, purché non degenerino in divisioni. In questo contesto, l’eventuale uscita di figure considerate estremiste, come Roberto Vannacci, non viene vista come una perdita decisiva, ma piuttosto come un’occasione per rafforzare un profilo più moderato e responsabile della coalizione.
Diritti, economia e riforme
Berlusconi ribadisce l’importanza di un’agenda liberale che punti su meno burocrazia, più liberalizzazioni e una pressione fiscale ridotta, senza trascurare i diritti civili. La riforma della giustizia viene inserita in un quadro più ampio di modernizzazione del Paese, necessario per sostenere crescita e competitività.
Lo sguardo internazionale
Ampio spazio viene dedicato allo scenario globale. La leadership di Giorgia Meloni viene valutata positivamente, pur riconoscendo i rischi legati a un contesto internazionale instabile. Particolare preoccupazione viene espressa per l’evoluzione degli Stati Uniti sotto Donald Trump, considerato portatore di un approccio imprevedibile e poco rispettoso degli equilibri democratici.
Europa e futuro dell’Occidente
Di fronte a un’America meno affidabile, l’Europa viene chiamata a rafforzare la propria coesione, superando veti e frammentazioni. Difesa comune, politica estera condivisa e maggiore integrazione economica sono indicati come passaggi necessari. La difesa dei valori democratici e liberali resta, in questa visione, il tratto distintivo dell’Occidente e la chiave per affrontare le sfide future.