Benevento

Questione di cuore. Ma non solo. Nella partita contro il Picerno, il Benevento ha messo in campo tutto il suo repertorio per cogliere una vittoria che sembrava ormai gli fosse scivolata dalle mani: perseveranza, coraggio, tecnica, forza fisica. 

Non si centra un'impresa simile se non si hanno tutte queste virtù. Il primato finisce col sublimare i pregi della strega, la rende più forte e più sicura di sé. 

Cresce la consapevolezza di essere la squadra da battere e ogni momento sembra quello buono per ribadire questo concetto. 

Si dice che vincere all'ultimo secondo dia una gioia decisamente superiore ad ogni altra, farlo dopo che pochi istanti prima si è gettato alle ortiche un rigore vuol dire trasformare la disperazione in estasi. Un'emozione che non ha prezzo. E che è assolutamente frustrante per gli avversari. 

E' presto per fare i conti. Le sei lunghezze di svantaggio del Catania sono ancora un dato effimero, gli etnei hanno saltato la sfida col Trapani per consentire i festeggiamenti per Sant'Agata, ma il peso di dover vincere per forza per non perdere contatto dai giallorossi può anche diventare insopportabile. 

In quanto alla Salernitana, beh, pur mancando ancora 14 giornate, gli undici punti di distacco sembrano un divario non più colmabile. 

Floro Flores dice che a lui interessa solo che vinca la strega, agli altri non vuole pensare né sprecarvi energie nervose. E il campionato sotto questo aspetto dà addirittura una mano: non c'è neanche il tempo per guardarsi intorno, c'è solo da andare in campo e puntare a vincere di nuovo.

Tra l'incredibile sfida col Picerno e quella sul campo del Trapani intercorrono solo quattro giorni, uno dei quali viene consumato dal lungo viaggio. Bisogna gestire bene tutto, infortuni e stanchezza, puntando sempre al massimo risultato. Senza fare calcoli, senza tener conto dell'avversario che si va ad affrontare. La volata per la B è appena cominciata, la strega ha preso il comando, gli altri sono in scia.