Non aspettare l’emergenza, ma studiarla per neutralizzarla. È questa la linea scelta dalla Regione Campania per affrontare la diffusione del granchio blu (Callinectes sapidus), la specie aliena invasiva che sta già mettendo in ginocchio la pesca in altre zone d'Italia. L'assessora regionale alla Pesca e Biodiversità, Fiorella Zabatta, ha annunciato l'avvio di un monitoraggio scientifico strutturato lungo l'intero litorale campano, trasformando le segnalazioni dei pescatori in un piano d'azione basato su dati certi e prevenzione.
Una strategia preventiva per salvare l'ecosistema
Nonostante le numerose segnalazioni degli ultimi anni, la Campania non dispone ancora di una mappatura completa dell'impatto di questo predatore sugli ecosistemi locali. L'obiettivo della Regione è evitare i disastri ambientali ed economici già visti nell'Alto Adriatico, dove le popolazioni di vongole, cozze e ostriche sono state letteralmente decimate. "Le esperienze di altre Regioni rappresentano un campanello d'allarme che non possiamo ignorare", ha sottolineato Zabatta. "Poniamo in essere un'azione fondata sulla programmazione: la prevenzione è l'unica strada per garantire la salvaguardia dell'ecosistema e la sicurezza economica delle comunità costiere".
Ricerca e istituzioni: un fronte comune
Il piano non è solo un atto burocratico, ma un progetto di ricerca d'eccellenza finanziato nell'ambito del PN FEAMPA 2021-2027. La parte operativa è stata affidata a un team di esperti di alto profilo: Il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università Federico II di Napoli e l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Gli studiosi valuteranno non solo la densità della popolazione di granchio blu, ma anche lo stato sanitario delle specie autoctone e l'effettivo rischio per la biodiversità marina. Si tratta del primo riscontro concreto alle direttive inviate lo scorso anno dal Commissario straordinario nazionale, Enrico Caterina.
Pesca e acquacoltura sotto osservazione
Al centro dell'indagine c'è la tutela dei molluschi eduli lamellibranchi, risorsa fondamentale per l'economia ittica regionale. Il granchio blu, noto per la sua voracità e la forza delle sue chele, è in grado di distruggere interi allevamenti, alterando irrimediabilmente gli stock ittici. La Regione ha inoltre confermato la totale disponibilità a collaborare con le autorità nazionali per aggiornare la mappatura della specie, con l'obiettivo di definire strategie di contenimento che possano diventare un modello anche per altre aree del Mediterraneo.
Un modello per la biodiversità
Con questa iniziativa, la Campania prova a invertire la rotta: non più rincorrere i danni a catastrofe avvenuta, ma utilizzare la ricerca accademica come scudo per le attività produttive. Il successo di questo monitoraggio sarà determinante per capire se la convivenza con questa specie "aliena" sia possibile o se saranno necessari interventi di eradicazione più drastici.