Secondo il Financial Times, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarebbe pronto ad annunciare elezioni e un referendum su un eventuale accordo di pace con la Russia. L’annuncio, scrive il quotidiano britannico, potrebbe arrivare il 24 febbraio, terzo anniversario dell’invasione russa, con il voto fissato entro il 15 maggio. La decisione maturerebbe anche sotto la pressione degli Stati Uniti, che spingono per una definizione politica del conflitto. Washington ha fatto sapere che gli alleati dell’Ucraina sono pronti a nuovi annunci di acquisti di armamenti americani, segnale di un sostegno che resta centrale nella strategia occidentale. Il conflitto è entrato nel suo 1.449° giorno, tra logoramento sul campo e tentativi diplomatici ancora incerti.
Tajani: il Parlamento dovrà essere coinvolto
Sul possibile referendum è intervenuto il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che ha sottolineato come sia «ovvio» che Zelensky debba sottoporre un eventuale accordo al Parlamento e ai cittadini. «Non può fare tutto da solo», ha dichiarato, ribadendo che prima di ogni consultazione è necessario arrivare a un’intesa concreta tra le parti. Le parole di Tajani riflettono una linea condivisa da diversi governi europei: sostegno a Kiev ma necessità che ogni eventuale compromesso sia legittimato da un passaggio istituzionale e popolare.
Mosca frena: «Nessun piano ricevuto»
Dal fronte russo, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha dichiarato che Mosca non avrebbe ricevuto alcun piano in venti punti, smentendo indiscrezioni circolate nei giorni scorsi su una proposta articolata di cessate il fuoco.
Intanto sul terreno continuano le operazioni militari. Il movimento partigiano ucraino Atesh, attivo in Crimea e nelle aree occupate, ha riferito che le forze russe starebbero costruendo una nuova base militare nei pressi di Melitopol, nella regione di Zaporizhzhia. Secondo quanto diffuso dal gruppo, la struttura includerebbe un centro di addestramento con particolare attenzione agli operatori di droni, arma sempre più centrale nel conflitto.
Kiev firma il decreto sugli over 60
Nelle stesse ore Zelensky ha firmato un decreto che consente il servizio militare volontario ai cittadini sopra i 60 anni, ampliando il bacino di reclutamento in una fase in cui l’Ucraina fatica a sostenere il ricambio al fronte. Tra diplomazia e mobilitazione, la guerra resta sospesa tra l’ipotesi di un negoziato e la realtà di un conflitto che continua a consumarsi lungo una linea del fronte ancora instabile.