Anche in Campania cresce la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata, delle RSA e della riabilitazione. A settimane di distanza dagli impegni assunti a livello istituzionale, non è ancora giunta alcuna convocazione del tavolo di confronto annunciato per il rinnovo dei contratti della sanità privata e delle RSA, al centro della vertenza nazionale unitaria.

Una situazione di prolungato stallo che ha portato Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl a proclamare anche in Campania lo stato di agitazione del personale, riservandosi l’attivazione di tutte le iniziative di mobilitazione necessarie. La protesta riguarda migliaia di addetti impiegati nelle strutture sanitarie private accreditate, nelle RSA e nei servizi di riabilitazione, un comparto essenziale per la tenuta del sistema sociosanitario regionale.

«Parliamo di lavoratrici e lavoratori con contratti scaduti da otto, dieci e in alcuni casi oltre tredici anni che continuano a garantire un servizio pubblico fondamentale, spesso rivolto alle persone più fragili, senza alcuna prospettiva di rinnovo contrattuale o di adeguamento salariale», sottolinea Vincenzo Torino, sub commissario Uil Fpl  Napoli e Campania.

Una condizione che in Campania alimenta le crescenti difficoltà di reperimento del personale e il costante turnover verso la sanità pubblica. Il divario retributivo rappresenta uno degli aspetti più critici della vertenza: per alcune figure professionali, a partire dagli infermieri, la differenza rispetto ai colleghi del settore pubblico può arrivare fino a 500 euro mensili. «Un gap inaccettabile – denuncia Torino – che rende sempre meno attrattivo il lavoro nelle strutture accreditate e rischia di compromettere la qualità e la continuità dei servizi offerti ai cittadini».

In coerenza con la vertenza nazionale unitaria, le organizzazioni sindacali dichiarano, inoltre, che contestualmente all’avvio delle iniziative di mobilitazione verranno attivate richieste formali di verifiche ispettive e accertamenti sul rispetto delle dotazioni organiche, dei requisiti di accreditamento e delle condizioni operative dichiarate, a tutela dei lavoratori e dell’utenza. Le organizzazioni sindacali ritengono, quindi, necessario un intervento deciso anche da parte delle istituzioni regionali e nazionali. Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni, a partire dalla Regione Campania, sono chiamati ad assumere un ruolo più incisivo nei confronti delle associazioni datoriali Aiop e Aris, che operano grazie a risorse pubbliche.

«Resta confermata la disponibilità al confronto – ricorda il sub commissario Uil Fpl Napoli e Campania – ma non saranno ulteriormente tollerati rinvii, ambiguità o mancate assunzioni di responsabilità».

Nelle prossime settimane, anche in Campania, prenderà avvio un percorso di iniziative di mobilitazione a sostegno della vertenza nazionale unitaria, articolato secondo un calendario in via di definizione, per dare voce a un comparto che continua a garantire assistenza e cura ma che da troppo tempo attende risposte concrete e il giusto riconoscimento del proprio lavoro.