Benevento

Ha offerto al Gip di Milano, chiamato a convalidarne l'arresto in carcere per una truffa di un bel po' di oggetti d'oro ai danni di un'anziana e della figlia, la sua versione dei fatti. Sostenendo di essere solo una pedina di un meccanismo più grande del quale giocoforza sarebbe stato costretto a far parte.

Difeso dall'avvocato Antonio Leone, Manfredi Di Cerbo Mattei, un 24enne di San Lorenzello, ha infatti spiegato di aver contratto un debito per la droga con un gruppo di Secondigliano che gli avrebbe proposto, per estinguerlo, di fare da esattore per loro con la diminuzione del 20%, per ogni colpo, della somma che doveva per l'acquisto di stupefacenti. Nei giorni scorsi – ha aggiunto – lo avevano prima spedito a Firenze, poi lo avevano fatto rientrare a Napoli, dove aveva dormito.

La mattina successiva gli avevano ordinato un nuovo viaggio in treno, direzione Milano. Gli erano stati forniti le indicazioni e l'indirizzo delle vittime, dalle quali aveva ritirato orologi, bracciali, anelli e collanine d'oro che le malcapitate, dopo aver ricevuto la telefonata del presunto assistente di un Pm che aveva annunciato l'arrivo di una persona che avrebbe dovuto verificare, portandoli via, la provenienze dei preziosi, per stabilire se facessero parte del bottino di una rapina.

Le due donne erano cadute nella trappola, il 24enne aveva preso gli oggetti ed era andato via, pronto a tornare a Napoli, dove – ha proseguito – avrebbe dovuto consegnarli ad un uomo col volto coperto che sarebbe arrivato in sella ad un ciclomotore, mentre un secondo personaggio gli avrebbe rimborsato con 300 euro le spese sostenute. Tutto saltato perchè, mentre camminava a piedi per Milano, la polizia lo aveva fermato per un controllo e gli aveva chiesto i documenti. Lui aveva risposto di non averli, poi aveva dato generalità non precise. Infine, scoperto, aveva declinato correttamente nome e cognome, e, perquisito, era stato trovato in possesso dell'oro, per un valore stimato in decine di migliaia di euro. Di qui l'arresto, il secondo in oltre due mesi. Il primo a Parma per una tentata truffa per la quale era stato poi sottoposto all'obbligo di dimora a San Lorenzello.