Napoli

Un bambino di due anni è ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore che non ha avuto l’esito sperato. Secondo quanto riferito dalla famiglia, l’organo trapiantato sarebbe risultato non funzionante, costringendo i medici a collegare il piccolo a un sistema di ossigenazione extracorporea del sangue (ECMO) in attesa di un nuovo cuore.

A raccontare la vicenda è la madre, Patrizia Mercolino: “Qualche giorno dopo il trapianto ci hanno chiamato e ci hanno detto che il cuoricino nuovo non partiva. Ora aspettiamo con ansia un altro organo per lui. Le ore passano e c’è poco tempo”.

Le contestazioni della famiglia

A supportare i genitori è l’avvocato Francesco Petruzzi, che parla di una situazione “gravissima” e ipotizza il reato di lesioni colpose gravissime. Tra le possibili cause del malfunzionamento dell’organo, il legale indica “l’utilizzo del ghiaccio secco invece di quello naturale per il trasporto del cuore, con temperature fino a meno 70 gradi che avrebbero provocato bruciature da freddo”.

Contestata anche la decisione di procedere con l’espianto del cuore del bambino prima di verificare pienamente le condizioni di quello donato. “Non era attaccato alla macchina, conduceva una vita relativamente normale, andava a scuola ed era vivace”, afferma il legale.

In attesa di un nuovo trapianto

Il piccolo resta ora ricoverato al Monaldi, struttura di riferimento per i trapianti cardiaci a Napoli e in Campania, mentre la famiglia lancia un appello affinché si trovi al più presto un nuovo organo compatibile.

“Per le questioni civilistiche ci sarà tempo – conclude l’avvocato – ma adesso la priorità assoluta è salvare la vita del bambino”.