Il Benevento domani affronta il Latina con l'obiettivo di conquistare la sesta vittoria consecutiva, in modo da consolidarsi al comando della classifica. In conferenza stampa, il tecnico giallorosso Floro Flores ha presentato così l'incontro:
Terza partita in nove giorni, come sta la squadra?
"Il viaggio di ritorno da Trapani è stato impegnativo, ma non dipende dalla società bensì dai voli. La stanchezza sta solo nella debolezza. La squadra sta bene sotto tutti i punti di vista. Prisco sarà valutato domani, viene da una settimana di influenza. Il resto stanno tutti bene. Quella di Saio è stata una scelta tecnica perché sta bene, anche per riservarlo perché ha sempre giocato ed è stato giusto farlo riposare".
La soluzione Kouan merita una riconferma?
"Chi non lo meriterebbe dopo Trapani? Tutti meritano di giocare, ma chi va in campo sono certo che darà il massimo e chi subentrerà andrà ancora più forte perché loro stanno facendo la differenza. Sono una squadra di grandi persone, si allenano al massimo. Giocare di meno è dura, ma la dimostrazione l'hanno data i vari Mignani, Della Morte e Borghini che sono entrati benissimo, con l'atteggiamento di calciatori forti che sono consapevoli di giocare in un gruppo importante. Questa abbondanza la vorrebbero tutti gli allenatori. Le qualità non si discutono. A livello umano mi hanno impressionato. Salvemini è stato due mesi e mezzo fuori, però è un calciatore che andava gestito perché non è facile fare tre partite in una settimana. Sicuramente non è ancora al top fisicamente, ma ci darà una grossa mano. C'è gente che sta tirando la carretta da inizio anno, è una scelta che devo fare io perché loro hanno tanta voglia di allenarsi. Non sto allenando calciatori, ma uomini. Loro lo sono alla grande. Si sono messi a disposizione. Insieme possiamo affrontare ancora dodici finali con gente che ha voglia di buttare il cuore oltre l'ostacolo".
Tredici partite da allenatore del Benevento con 34 punti ottenuti, in trasferta c'è stato un cambio di passo.
"Penso di non aver fatto nulla, se non lavorare tanto sulla testa e su ciò che mi piace a livello di gioco. I calciatori l'hanno sposato alla grande, quindi per me è stato più facile. Il mio merito è solo quello di allenarli e di farli stare bene. La squadra ha nelle corde qualsiasi situazione. Dopo la sconfitta di Cosenza, siamo stati bravi a non vedere i fantasmi e a resettare: quella è stata la nostra svolta, perché ho cambiato modulo e dato alla squadra le mie idee. Gran parte del merito va a loro".
A sinistra chi potrebbe giocare?
"Tutti possono giocare in quella posizione. Ho la loro disponibilità, così come di Kouan. Al momento ho tanti dubbi, voglio vedere domani come stanno fisicamente e mentalmente perché è stata una settimana impegnativa. In questo momento la vince chi ha voglia di portare qualcosa a casa. Non possiamo essere stanchi, facciamo lo sport più bello del mondo ed essere stanchi è una scusante".
Da ex attaccante, quanto è bella vedere tanti calciatori che sono andati a segno?
"Peccato che non gioco in questa squadra. Potrei dire tante cose, ma l'unica cosa che posso dire è che tutti sono sempre sul pezzo. Questo è un bene per un allenatore. Solo grandi uomini possono raggiungere grandi obiettivi, non c'è altra verità. In questa squadra si pensa al noi. Chi pensa a sé stesso è andato via".
Avete lavorato molto sui calci piazzati, considerato il numero di gol da questa situazione?
"Monticciolo allena questo. Ho uno staff importante, cerchiamo il punto debole della squadra avversaria e lavoriamo su quello. Oggi nel calcio si vince molto sulle palle inattive. L'Arsenal ci sta vincendo la Premier in questo modo. Monticciolo sta facendo un grande lavoro, insieme a tutti gli altri. Mi hanno dato una grande mano, questo non è scontato. A me piace far lavorare tutti. Amo stare bene prima io, quando sto con della gente devono avere delle responsabilità. Tutti devono essere partecipi. Sono l'allenatore, ma solo con il mio staff posso raggiungere l'obiettivo".
Giocare prima del Catania può essere un vantaggio?
"Chi deve vincere deve avere la pressione. Non mi piace gufare gli altri, non è nelle mie corde. Guardo a me stesso, poi per gli altri sono problemi loro. Non possiamo pensare a Catania e Salernitana. Quando il leone è ferito va ammazzato".
E' la settimana del ricordo di Carmelo Imbriani.
"Non ho avuto il piacere di incontrare Imbriani. Ero un raccattapalle quando era attaccante del Napoli. Spero di fargli questo regalo. A Benevento è un idolo, deve essere un motivo in più vincere per lui e per la gente di Benevento che ci sta dando una grossa mano. Abbiamo tanti motivi. Sicuramente, incontreremo una squadra che è migliorata tanto che sa fare un buon calcio ed è capace di difendersi bene".
Cosa ne pensa del Latina?
"C'è poco da dire. E' una squadra che difende bene e ha un attaccante prolifico. Ha fatto riposare dei calciatori. Non meritata di perdere nonostante questo. Non darei tutto per scontato sul fatto che non fanno gol, hanno cambiato tanto. Verranno a fare la partita della vita".