"Che fine ha fatto il museo di Totò?". Se lo chiedono, da tempo, i tantissimi estimatori che in tutto il mondo, dunque non solo a Napoli, sono legati da un profondo affetto e da un'ammirazione incondizionata verso il grande attore partenopeo, scomparso oltre 58 anni or sono, il 15 aprile 1967. La domanda ancora una volta è posta da Gennaro Capodanno, presidente del comitato Valori collinari, che, per sensibilizzare la pubblica amministrazione, segnatamente, il comune di Napoli sui ritardi oramai storici rispetto all’apertura del museo il cui primo annuncio risale al 1996, ben 30 anni fa, ha, tra l’altro, fondato sul social network facebook il gruppo "Noi amiamo totò".
"Il 15 febbraio prossimo saranno decorsi ben 128 anni dalla nascita di Totò che vide la luce, in tale giorno, nell’anno 1898 – prosegue Capodanno -. Ma, in mancanza di notizie certe, dobbiamo supporre che ancora persistano i problemi che stanno, da tempo, ritardando l’apertura del Museo dedicato al "Principe della risata", per il quale sono stati già investiti oltre due milioni di euro.
Un museo che dovrebbe sorgere, il condizionale a questo punto è d'obbligo, nei locali al quarto e al quinto piano del Palazzo dello Spagnolo in via Vergini, al rione Sanità, a pochi metri da quella via Santa Maria Antesaecula dove il Principe Antonio De Curtis era nato – ricorda Capodanno -. Ma, di anno in anno, l’appuntamento viene rinviato.
L'ultimo annuncio al riguardo risale a un anno fa quando fu pubblicata la notizia che il Comune di Napoli aveva approvato la “rimodulazione” del quadro economico per il “completamento del museo dedicato a Totò”, a seguito della richiesta della Soprintendenza per la concessione dei permessi necessari per la realizzazione delle ultime opere. Poi sulla vicenda è calato di nuovo un silenzio tombale".
Capodanno, in occasione dell'ennesimo anniversario, rivolge, ancora una volta, un pubblico appello all'amministrazione comunale partenopea, segnatamente al sindaco di Napoli, Manfredi, affinché finalmente il museo dedicato a Totò possa vedere la luce nella città che gli diede i natali e alla quale rimase legato durante tutto il corso della sua esistenza.