Non è solo una questione di carotaggi e movimentazione terra. La sfida di Bagnoli si sposta oggi sul piano della tenuta sociale e del consenso territoriale. Nel pomeriggio, il Palazzo di Governo ospita la firma della dichiarazione d’intenti per la "clausola di salvaguardia", un dispositivo giuridico e politico che punta a legare a doppio filo la rigenerazione urbana con l’occupazione locale.
Alla presenza del Prefetto di Napoli, Michele di Bari, il Sindaco e Commissario Straordinario Gaetano Manfredi sigla l’intesa con Invitalia e il raggruppamento di imprese Greenthesis. L’obiettivo è chiaro: garantire che i lavori di bonifica dell’area Bagnoli-Coroglio vedano come protagonisti i lavoratori del quartiere, con particolare attenzione alle fasce socialmente svantaggiate.
Il "Modello Scampia" applicato al litorale flegreo
La clausola di salvaguardia ricalca quanto già sperimentato per la trasformazione di Scampia. Si tratta di un meccanismo che impegna le imprese affidatarie ad attingere prioritariamente da un bacino di professionalità locali, costruito attraverso giornate di profilatura e percorsi di formazione finanziati da fondi comunitari e regionali.
"La bonifica è una grande opportunità di sviluppo sociale innanzitutto per il territorio", ha ribadito Manfredi. Eppure, dietro il linguaggio tecnico dell'accordo, si muove una partita politica molto più complessa, che vede il Sindaco-Commissario impegnato a tessere una tela diplomatica tra le proteste dei comitati e le scadenze internazionali.
Il "cantiere infinito" di Bagnoli prova a cambiare marcia, cercando di disinnescare la bomba sociale che da mesi ticchetta sotto il litorale flegreo. I numeri parlano chiaro: 30 assunzioni immediate che diventeranno oltre 100 quando il cantiere del Parco Urbano entrerà nel vivo.
La sfida batimetrica: 240mila tonnellate di sabbia via mare
Intanto i tecnici del Commissariato studiano come risolvere il rebus logistico più complesso: lo smaltimento dei sedimenti. Per permettere ai giganti della Coppa America 2027 di attraccare, i dragaggi inizieranno a fine mese. Bisogna scendere a una quota di -6,3 metri sul livello del mare. Un’operazione che comporta la rimozione di 130mila metri cubi di materiale: circa 240mila tonnellate di sabbia contaminata da idrocarburi. Per evitare l'invasione dei tir – che alimenterebbe ulteriormente le barricate dei comitati – la struttura commissariale punta tutto sulla via del mare. Due le opzioni:
Doppio trasporto marittimo: barche piccole da Bagnoli verso carghi più grandi diretti in Belgio o Olanda. Soluzione ibrida: trasporto via terra verso i porti disponibili per l'imbarco immediato. La prima opzione è la favorita: meno impatto acustico, meno traffico, meno polveri per un quartiere già allo stremo.
Tuttavia, il clima resta elettrico. La rete "No Coppa America" rivendica la clausola di salvaguardia come una "vittoria dal basso ottenuta due anni fa" e non come un regalo del grande evento velico. La firma di oggi in Prefettura è un passo avanti, ma il vero test sarà il primo carico di sabbia contaminata che lascerà la costa.
Il "Dossier Bagnoli" sul tavolo di Fico
Il "dossier Bagnoli" ha subito un’accelerazione non solo tecnica, ma anche istituzionale. L’incontro a Palazzo Santa Lucia tra Manfredi e il neo-governatore della Campania, Roberto Fico, segna una netta discontinuità rispetto all'era De Luca. I due leader hanno ribadito la volontà di trasformare l’America’s Cup 2027 in una leva strategica per l’intera regione.
Tuttavia, le parole di Fico – che parla di un impegno "attento e responsabile" – lasciano trasparire la necessità di un raccordo più stretto con la cittadinanza. La preoccupazione per l’impatto ambientale dei lavori e per il destino della "colmata" resta alta, e il sostegno della Regione sembra condizionato alla capacità del Commissariato di lasciare un'eredità concreta (infrastrutture e lavoro) ai residenti.
La protesta nelle scuole: "Partecipazione o propaganda?"
Mentre in Prefettura si firmano protocolli, nei corridoi delle scuole della Municipalità 10 il clima è tutt'altro che sereno. Una lettera inviata dall'assessorato all'Istruzione di Maura Striano ha invitato presidi e studenti a una "campagna di informazione" presso la Porta del Parco.
L’iniziativa, volta a spiegare i vantaggi della bonifica alle giovani generazioni, è stata accolta con freddezza da decine di docenti. In una lettera pubblica, gli insegnanti hanno denunciato quello che definiscono un "guscio vuoto della democrazia", criticando un modello di partecipazione che arriva a decisioni già prese. Il timore dei residenti e degli educatori è che il Piano di Rigenerazione Urbana, stravolto dalle logiche commissariali, stia sacrificando il sogno del bosco urbano e della spiaggia pubblica in favore di grandi eventi calati dall'alto.
L'accordo di oggi in Prefettura rappresenta un tentativo concreto di dare risposte alla crisi occupazionale del quadrante occidentale, ma la partita della credibilità si giocherà sulla trasparenza dei cantieri. Se la clausola di salvaguardia basterà a placare le proteste di chi vede i camion sollevare polveri a pochi metri dalle case, lo diranno solo i prossimi mesi.