Napoli

"I saperi non sono compartimenti separati, ma parti di un'unica infrastruttura immateriale che costruisce la società della conoscenza. Investire in questi ambiti significa rafforzare la cittadinanza, l'autonomia delle persone, la qualità della democrazia."

Lo ha detto Irene Manzi, responsabile nazionale Pd, a L'Italia che coltiva i saperi a Napoli, dove ha richiamato l'attenzione "sull'urgenza di affrontare la povertà educativa, la dispersione scolastica e i divari territoriali, ricordando come le disuguaglianze economiche e sociali si traducano troppo spesso in minori opportunità formative per bambini e ragazzi, soprattutto nel Mezzogiorno".

"Non possiamo rassegnarci al fatto che una larga parte delle nuove generazioni non acceda pienamente ai luoghi della cultura, né che il futuro di tanti giovani sia condizionato dal contesto familiare o territoriale di origine. La scuola deve essere il luogo dell'emancipazione, dell'inclusione e della valorizzazione. Noi ribadiamo il valore di una scuola capace di essere comunità educante: con tempi adeguati, spazi aperti, strumenti innovativi, educazione all'affettività e al rispetto, e con il contributo di professionalità come pedagogisti, educatori e mediatori culturali. Serve una crescita culturale diffusa e generalizzata, un'acculturazione di massa che consenta a tutte e tutti di sviluppare capacità critiche, competenze solide e consapevolezza. È questa la condizione per costruire un Paese moderno e coeso."

"C'è un forte legame tra uguaglianza e diritto allo studio: dobbiamo rafforzare l'idea dell'educazione e della formazione permanente come diritto universale lungo tutto l'arco della vita. Costruire una scuola equa e inclusiva, capace di contrastare la dispersione e di valorizzare la figura docente, significa investire nel futuro dell'Italia. I saperi sono la nostra prima responsabilità collettiva e la più grande opportunità per le nuove generazioni. Per questo apriamo una fase di ascolto nel Paese a partire dai saperi. Partiamo da qui"