Diecimila preservativi per 2.800 atleti, finiti in appena tre giorni. È il dato che arriva dal Villaggio olimpico di Milano, dove la prima fornitura di profilattici maschili è andata rapidamente esaurita, tanto da rendere necessario un nuovo ordine. «Fate voi i conti», ha commentato il portavoce del Cio, Mark Adams, confermando la necessità di ulteriori rifornimenti.

Nel dettaglio, la Fondazione Milano Cortina aveva distribuito complessivamente 18mila preservativi: 15mila maschili e 3mila femminili. A esaurirsi sono stati solo quelli maschili, mentre parte dei dispositivi femminili risulta ancora disponibile nei distributori automatici del campus. Altri cinquemila pezzi sono attesi nei prossimi giorni. «Domanda superiore alle attese», fanno sapere dall’organizzazione.

Gadget o prevenzione?

Facendo una media, si tratta di circa tre profilattici al giorno per ciascun atleta. Un numero che alimenta il consueto cliché sul Villaggio olimpico come luogo di incontri e relazioni, ma che in realtà racconta anche altro. Molti atleti, infatti, li portano via come souvenir, al pari delle tradizionali spillette da collezione.

Una semplice ricerca online dimostra il fenomeno: alcuni preservativi brandizzati, ancora sigillati nella scatolina gialla con il logo della Regione Lombardia e i simboli olimpici, sono comparsi su Vinted al prezzo di 105,70 euro, trattabili. Più oggetto da collezione che strumento sanitario, dunque.

La distribuzione gratuita di preservativi ai Giochi è una prassi consolidata sin da Olimpiadi di Seul 1988, prima edizione segnata dalle campagne di prevenzione contro l’Hiv/Aids. Da allora, ogni Villaggio olimpico prevede forniture adeguate per promuovere sicurezza e responsabilità.

I precedenti: da Rio a Sochi

Il confronto con le edizioni passate aiuta a contestualizzare i numeri. A Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 furono distribuiti circa 450mila preservativi, mentre 100mila erano stati messi a disposizione a Olimpiadi invernali di Sochi 2014 e a Olimpiadi invernali di Vancouver 2010. A Olimpiadi invernali di Pyeongchang 2018 se ne contarono circa 110mila.

Numeri ben superiori rispetto alla dotazione milanese, che però riguarda un evento invernale con una platea più contenuta. E mentre sui social gli atleti raccontano soprattutto esperienze gastronomiche e momenti di relax, il mito del Villaggio come epicentro di Eros continua ad accompagnare ogni edizione.

A ribadire il senso dell’iniziativa è stato anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha definito la distribuzione gratuita «una prassi consolidata per prevenzione e buonsenso».

Tra collezionismo, ironia social e necessità sanitarie, la tradizione olimpica continua. Anche in versione… sold out.