Nuova escalation nella Striscia di Gaza, dove l’agenzia di protezione civile locale ha riferito che almeno undici persone sono rimaste uccise a partire dalle prime ore di oggi in seguito ad attacchi israeliani. Il bilancio, ancora provvisorio, arriva mentre la fragile tregua continua a mostrare segnali di cedimento.
Secondo quanto comunicato dall’agenzia, che opera come forza di soccorso sotto le autorità di Hamas, uno dei raid avrebbe colpito una tenda che ospitava sfollati nel nord della Striscia. Un secondo attacco avrebbe invece interessato un’area nel sud, aggravando una situazione umanitaria già estremamente precaria.
La versione israeliana
Da parte israeliana, un funzionario militare ha spiegato che le operazioni sarebbero state condotte in risposta a presunte violazioni del cessate il fuoco. Non sono stati forniti, al momento, ulteriori dettagli sugli obiettivi specifici né sulle modalità delle presunte violazioni.
La dinamica degli eventi resta quindi oggetto di ricostruzioni divergenti, in un contesto in cui ogni episodio rischia di compromettere ulteriormente gli sforzi diplomatici per mantenere la tregua.
Un equilibrio sempre più fragile
La ripresa dei bombardamenti riaccende le preoccupazioni per la tenuta dell’accordo e per le condizioni della popolazione civile, già provata da mesi di conflitto e da una grave carenza di beni essenziali. Le organizzazioni umanitarie internazionali continuano a chiedere il rispetto del diritto internazionale e la protezione dei civili, mentre la comunità internazionale monitora con attenzione l’evolversi della situazione.
L’area resta in stato di massima allerta e non si escludono ulteriori sviluppi nelle prossime ore.