Non è solo una questione giudiziaria, ma di tenuta del sistema sanitario nazionale. Sul drammatico caso del bambino di due anni che ha ricevuto un cuore danneggiato all'ospedale Monaldi di Napoli, interviene direttamente il Ministro della Salute, Orazio Schillaci. Le sue parole, rilasciate in un'intervista a RaiNews 24, suonano come un monito: bisogna fare luce rapidamente per evitare il cosiddetto "effetto rebound", ovvero un crollo della fiducia dei cittadini nei confronti dei trapianti.
Il rischio "rebound": tutelare l'altruismo degli italiani
"Da medico, prima ancora che da ministro, credo che ci voglia sempre chiarezza, trasparenza e lealtà nei confronti di chi si affida al Servizio sanitario nazionale", ha esordito Schillaci. Il timore principale è che l'eco mediatica del "cuore bruciato" possa macchiare anni di campagne di sensibilizzazione che hanno portato l'Italia a essere un'eccellenza globale nel settore dei trapianti.
La donazione, per Schillaci, resta un "gesto di vera civiltà", un atto di altruismo che salva migliaia di persone ogni anno. Tuttavia, incidenti come quello partenopeo rischiano di incrinare il rapporto tra istituzioni e cittadini. "Dobbiamo far sì che chi compie un atto così nobile sappia che quell'organo verrà usato nel miglior modo possibile per donare vita", ha ribadito il Ministro.
Più tecnologia per trasporti in sicurezza
Il caso del Monaldi ha sollevato interrogativi tecnici pesanti, specialmente sulle modalità di conservazione e trasporto degli organi tra diverse regioni. Schillaci ha sottolineato come la soluzione risieda nel progresso scientifico e negli investimenti strutturali per la sicurezza dei trasporti ottimizzando i protocolli per garantire l'integrità degli organi durante i trasferimenti. Inoltre bisogna investire in tecnologia per dotare le equipe degli strumenti più avanzati per ridurre al minimo il rischio di deterioramento (come l'ipotermia o i contenitori non idonei). Infine l'efficienza delle liste di attesa per garantire tempi certi e procedure infallibili per le migliaia di pazienti ancora in attesa di un trapianto.
"Se la vita media in Italia si è allungata lo si deve ai progressi della tecnologia e della medicina. Dobbiamo essere in grado di avere gli strumenti migliori per assicurare il trasporto in massima sicurezza", ha evidenziato il Ministro.
Vicinanza alla famiglia e fiducia nella sanità
Mentre la Procura di Napoli prosegue le sue indagini sui sei sanitari iscritti nel registro degli indagati, il Ministro ha espresso la sua piena solidarietà ai genitori del piccolo, attualmente ricoverato in terapia intensiva e collegato al macchinario Ecmo.
"In questa vicenda è necessario stare vicini alla famiglia e al bambino, cercando le soluzioni migliori", ha concluso Schillaci, lanciando però un messaggio di rassicurazione generale: la sanità pubblica italiana, nonostante il caso isolato, resta un sistema di eccellenza popolato da professionisti di altissimo livello. Fare chiarezza non significa smantellare il sistema, ma fortificarlo per impedire che una tragedia simile possa ripetersi.