Napoli

La situazione al Liceo Alberti di via Pigna è ormai al punto di rottura dopo quasi tre settimane di paralisi didattica che stanno compromettendo seriamente l'anno scolastico. L’ultima doccia fredda, che ha trasformato la preoccupazione in aperta rivolta, è arrivata dall’Ufficio Scolastico Regionale: l'ente ha espresso parere negativo all'utilizzo della didattica a distanza, negando questa opzione anche come misura emergenziale temporanea.

Una decisione che ha scatenato l'ira delle famiglie, costrette a vedere i propri figli inseriti in un piano di rotazione drastico che penalizza fortemente la continuità educativa: attualmente, solo 240 studenti su una popolazione di circa mille possono accedere al plesso, appena due volte a settimana e per sole tre ore al giorno, restando confinati negli unici spazi dichiarati agibili al piano terra.

Al centro della contesa c'è un cantiere infinito finanziato dal Pnrr, i cui lavori sono partiti quasi due anni fa e sembrano non trovare mai una conclusione L'ultima emergenza, che ha fatto precipitare gli eventi, riguarda il parziale distacco della scala antincendio. Secondo i tecnici della Città Metropolitana di Napoli, il cedimento sarebbe stato innescato da una perdita idrica sottostante, ma il risultato è la totale inagibilità dei piani superiori dell'edificio.

La preside Silvia Parigi si trova ora a gestire una crisi logistica senza precedenti. Per martedì 17 febbraio, i genitori hanno indetto una manifestazione di protesta davanti ai cancelli del liceo con lo slogan «Uniamoci per difendere il diritto allo studio dei nostri ragazzi".