Il Ministero della Giustizia ha invitato l’Associazione nazionale magistrati a valutare l’opportunità di rendere noti eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato “Giusto dire No”, promosso dall’Anm in vista del referendum sulla giustizia. La richiesta è contenuta in una lettera firmata dal capo di gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, e indirizzata al presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Cesare Parodi. La comunicazione fa riferimento a un’interrogazione parlamentare del deputato di Forza Italia Enrico Costa, che aveva sollevato il tema del possibile rapporto tra l’Anm e il comitato referendario. Nella lettera si sottolinea la necessità di «piena trasparenza» rispetto agli eventuali contributi provenienti da privati cittadini.

Il nodo del conflitto di interessi

Nell’interrogazione, Costa aveva evidenziato come il segretario generale dell’Anm avesse parlato di contributi raccolti da migliaia di cittadini a sostegno del comitato. Da qui l’ipotesi di un potenziale conflitto qualora un magistrato iscritto all’Anm si trovasse a giudicare un soggetto finanziatore del comitato stesso. Il Ministero non entra nel merito delle valutazioni, ma rimette all’associazione la decisione sull’opportunità di rendere pubblici i nomi dei finanziatori, così da fornire elementi utili alla risposta parlamentare.

Le accuse del Pd e delle opposizioni

Dura la reazione del Partito democratico. La deputata Debora Serracchiani parla di «atto molto grave» e di un «segnale che sa tanto di liste di proscrizione», chiedendo al ministro della Giustizia Carlo Nordio di chiarire immediatamente. Sulla stessa linea il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, che definisce la richiesta «una vera e propria intimidazione» e denuncia una «solerzia sospetta» da parte degli uffici di via Arenula. Secondo l’esponente dell’opposizione, l’Anm, in quanto associazione privata finanziata principalmente dalle quote degli iscritti, dovrebbe rendere conto dei contributi esclusivamente ai propri aderenti.

La replica di Forza Italia

Di segno opposto la posizione di Forza Italia. Il senatore Maurizio Gasparri invita pubblicamente l’Anm alla massima trasparenza, respingendo l’idea che la richiesta possa configurare un’intimidazione. «Hanno qualcosa da nascondere? Non credo», afferma, sostenendo che, come per i partiti politici, anche per l’associazione dei magistrati debbano valere criteri di pubblicità sui finanziamenti. Lo scontro si inserisce in un clima già acceso in vista del referendum sulla giustizia, che vede contrapporsi Governo e opposizioni anche sul terreno istituzionale. La polemica sui fondi al comitato del “No” rischia ora di diventare un nuovo fronte di tensione tra esecutivo e magistratura associata.