Il gesto nell’aula di Teheran. Un atto plateale, consumato davanti alle telecamere e ai colleghi parlamentari. Il deputato iraniano Mojtaba Zarei ha strappato nell’aula del Parlamento di Teheran una fotografia che ritraeva il presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme ad altri leader europei. Il gesto è avvenuto durante una sessione ufficiale, assumendo immediatamente una valenza politica che va oltre la provocazione simbolica.

Secondo quanto riferito da media locali, l’iniziativa sarebbe legata alle recenti posizioni espresse dall’Italia su questioni internazionali sensibili per la Repubblica islamica. La scena, ripresa e rilanciata sui social, ha rapidamente fatto il giro delle cancellerie europee.

La reazione di Roma

La risposta italiana non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito l’episodio «un atto ostile nei confronti dell’Italia e delle sue istituzioni», disponendo la convocazione dell’ambasciatore iraniano presso la Farnesina per chiedere spiegazioni formali.

Il richiamo diplomatico segna un passaggio delicato nei rapporti tra Roma e Teheran. La convocazione di un ambasciatore rappresenta infatti uno degli strumenti più netti, sul piano istituzionale, per manifestare disappunto e pretendere chiarimenti senza arrivare alla rottura delle relazioni.

Un clima già teso

L’episodio si inserisce in un contesto internazionale complesso, in cui le relazioni tra l’Iran e diversi Paesi europei sono attraversate da frizioni su dossier politici e strategici. L’Italia, tradizionalmente impegnata a mantenere un canale di dialogo aperto, si trova ora a gestire un incidente che tocca direttamente la figura del Capo dello Stato.

Al momento non risultano ulteriori misure oltre alla protesta formale, ma la vicenda è destinata a essere monitorata nelle prossime ore anche a livello europeo. Resta da capire se da Teheran arriverà una presa di distanza ufficiale dal gesto del parlamentare o se il caso segnerà un ulteriore irrigidimento dei rapporti bilaterali.