L’interrogatorio del vigilante. A quattro giorni dall’incendio nel locale Constellation di Crans-Montana, emergono nuovi dettagli sulla notte di Capodanno. Predrag Jankovic, uno dei due addetti alla sicurezza in servizio, è stato interrogato nella sede della polizia di Sion. «Le indicazioni date al personale erano di tenere chiuse le due porte di sicurezza e consentire l’accesso e l’uscita solo dalla porta principale», ha riferito ai magistrati. «Ho sentito Jessica parlare con i suoi collaboratori, dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse».

Jankovic è sopravvissuto all’incendio riportando gravi ustioni. Il collega Stefan Ivanovic è morto nel tentativo di soccorrere i ragazzi intrappolati nel seminterrato.

Il nodo dei contratti e dei controlli

L’interrogatorio punta a chiarire la dinamica dell’incendio e il ruolo dei vigilantes. Restano interrogativi sulla loro effettiva funzione quella sera: dovevano controllare anche l’età dei clienti? E perché, dalle carte, risulta un solo contratto ufficiale per la notte di Capodanno, quello di Ivanovic? La gestione della sicurezza e le disposizioni interne sono ora al centro dell’inchiesta che coinvolge i titolari del locale, Jacques e Jessica Moretti.

La richiesta di ricusazione

Intanto si moltiplicano le critiche alla procura del Vallese guidata da Béatrice Pilloud. L’avvocato Garen Ucari, che rappresenta alcune famiglie delle vittime, ha chiesto la ricusazione dei pm parlando di «gravi inadempienze ed errori» nella conduzione del procedimento. Tra le contestazioni figurano ritardi nelle perquisizioni, il mancato sequestro tempestivo di cellulari e video, e una gestione definita «caotica» delle autopsie e delle misure cautelari. Sarà un giudice a decidere sulla richiesta di sostituire la squadra di magistrati.

Lo scontro sul sito e le polemiche politiche

Anche i legali dei Moretti attaccano la procura per aver consentito l’apertura di un sito, promosso da un avvocato delle vittime, per raccogliere segnalazioni anonime utili alle indagini. «Avete scelto di autorizzare una giustizia privata invece di una giustizia statale», scrivono in una lettera indirizzata ai magistrati. Nel frattempo la stampa svizzera solleva dubbi sull’opportunità che la procuratrice Pilloud avesse inizialmente patrocinato un evento dell’Ordre de la Channe, confraternita che annovera tra i membri il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Feraud. Dopo le polemiche, la magistrata ha ritirato il sostegno all’iniziativa. L’inchiesta resta dunque sotto pressione, tra interrogativi sulla sicurezza del locale e un acceso confronto sull’operato della magistratura.