Airola

Oggi si è tenuto un convegno all’IPM di Airola (Benevento) “Realtà e verità di chi ha vissuto” con i relatori: Giovanni Saladino neurologo psicoterapeuta, Celeste Giordano psicologa psicoterapeuta IPM Airola, Giulia Magliulo Direttrice IPM, il Garante regionale della Campania Samuele Ciambriello, la Garante della provincia di Benevento Patrizia Sannino, Don Liberato Maglione cappellano IPM Airola e Dina Scialdone Presidente Associazione Origene “il presente nel futuro”.

Dopo aver dato il Suo benvenuto ai presenti, la Direttrice affronta il tema del femminicidio che definisce come la “cultura dell’odio” da cui nasce la violenza e che va combattuta con la “cultura dell’educazione”.
I ragazzi cominciano a porre delle domande al signor Franco Tramontano che definisce “niente” l’uomo che ha ucciso sua figlia. Aggiunge poi “lei è sempre con noi, il ricordo di Giulia è la luce dei nostri giorni”.
Alla domanda di uno dei ragazzi su cosa pensa dei detenuti e perché è venuto in carcere, afferma che “esiste il recupero, che c’è sempre una seconda possibilità e che avete una vita davanti: forza e coraggio ragazzi che la vita è lunga”.

Poi continua dicendo: “sono qui per testimoniare affinché altre famiglie non soffrano e per ricordare Giulia come donna, figlia, futura mamma e persona piena di relazioni”.

Interviene poi il Garante campano delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello che ringrazia innanzitutto il papà di Giulia per la presenza ad Airola e per la testimonianza che ha messo in campo intrecciando dimensione personale, memoria pubblica e riflessione civile e sottolinea la guerra dei numeri incredibili dei minori in carcere: “si agisce d’istinto ormai, un apostrofo che fa la differenza. Noi adulti siamo responsabili, viviamo distinti e distanti dagli adolescenti, dobbiamo vincere l’indifferenza che è un proiettile silenzioso che uccide lentamente”.

Giovanni Saladino afferma che la scuola è un’agenzia educativa che però non funziona più e alle sue parole si collega la Garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale per la provincia di Benevento Patrizia Sannino la quale evidenzia che “essendo garante dei diritti combatte per loro ed è dalla parte di chi ha sbagliato ma è deciso a svolgere una vita normale”.

Ci si chiede quindi cosa sia una vita normale ed un ragazzo risponde: “noi non sappiamo cos’è la normalità, per questo siamo qui dentro”.

Il Convegno si conclude con un regalo da parte dei ragazzi che donano una scarpetta in ceramica di colore rosso ai partecipanti, fatta dalle ceramiste presenti in carcere che da anni gestiscono un laboratorio con i ragazzi, mentre il Signor Tramontano distribuisce copie del libro di sua figlia Chiara “Non smetterò mai di cercarti” in ricordo di sua sorella Giulia.