Napoli

Le condizioni cliniche del bambino ricoverato all’ospedale Monaldi non sarebbero compatibili con un nuovo trapianto di cuore. È la conclusione a cui è giunto il consulto collegiale tra esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie italiane specializzate in trapianto cardiaco pediatrico.

A renderlo noto è l’Azienda Ospedaliera dei Colli, che parla di “un confronto collegiale” finalizzato a garantire “una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile”. Dopo le verifiche effettuate al letto del paziente e l’analisi degli ultimi esami strumentali, il team avrebbe stabilito la non operabilità del piccolo. La Direzione Strategica ha informato il Centro Nazionale Trapianti ed espresso “la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile”.

Parole che segnano un passaggio doloroso nella vicenda sanitaria del bambino, seguito da settimane con apprensione.

Il legale della madre: “Non abbiamo motivo di contraddire gli esperti”

A riferire lo stato d’animo della madre è l’avvocato Francesco Petruzzi, che la assiste. “La mamma è rassegnata all’idea che il figlio non ce la farà. Glielo hanno detto gli esperti”, ha dichiarato.

Secondo il legale, la donna ha appreso la decisione direttamente dal team di medici convocato in direzione sanitaria: “Sono i maggiori esperti di tutta Italia, non abbiamo motivo di contraddirli”. La madre, ha aggiunto, è rimasta nel reparto prima, durante e dopo la visita dei cardiologi provenienti dai principali centri italiani.

“Attendiamo le cartelle cliniche”

La famiglia, tuttavia, intende esaminare tutta la documentazione sanitaria. “Ora aspettiamo le cartelle cliniche per farle vedere al consulente di parte. Dobbiamo vedere tutta la documentazione”, ha spiegato Petruzzi, sottolineando che una nota sintetica “non è sufficiente” per esprimere valutazioni compiute.

“Se non vedo la documentazione dell’ospedale non posso commentare le dichiarazioni del Monaldi”, ha aggiunto l’avvocato, precisando di non conoscere nel dettaglio le motivazioni cliniche che hanno portato alla decisione.