Napoli

“ Delusione e tanta rabbia, in una bella giornata di sole, tra le tante persone, molti anziani ma anche famigliole con bambini in tenera età, che, già dalla prima mattinata, si sono recate al parco Mascagna per poter usufruire dell'unico polmone di verde pubblico attrezzato della zona, trovando l'amara sorpresa dei cancelli sbarrati, che hanno reso impossibile l'accesso. Su un pezzo di cartone anonimo collocato sull'ingresso di via Pacio Bernini si legge che "Il 18 febbraio parco chiuso x lavori manutenzione verde". Il tutto senza neppure un rigo di scuse per il disagio, dopo che i cancelli del parco comunale erano rimasti sbarrati già domenica scorsa e ieri per l'allerta meteo di colore giallo. Praticamente chiuso tre giorni su quattro. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, peraltro non preceduto da alcun annuncio pubblico al riguardo ".

A diffondere l'ennesima puntata dell'eterna telenovela che, negli ultimi anni, sta caratterizzando la vita dell'unico polmone di verde pubblico attrezzato posto a confine tra i quartieri del Vomero e dell'Arenella, è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero, il quale, nel corso dei 512 giorni di chiusura del parco Mascagna ha condotto una vera e propria battaglia, insieme ai residenti, con petizioni, sit-in e comunicati stampa per denunciare i ritardi nell'esecuzione dei lavori. Al riguardo, lo stesso Capodanno ha anche lanciato, sulla piattaforma change org, una petizione con la richiesta delle dimissioni dell’assessore al verde del Comune di Napoli, Vincenzo Santagada, petizione che ha toccato il traguardo di 849 sottoscrizioni.

" Il parco, che ha un'estensione di appena 12.000 mq - ricorda Capodanno -, dopo numerose polemiche, sfociate anche in manifestazioni che hanno visto la partecipazione di tanti cittadini, era stato riaperto il 1° febbraio scorso, nove mesi fa, dopo lunghi lavori di riqualificazione con un impegno economico di circa 600mila euro. Da allora però non sono cessate le polemiche anche in relazione alla qualità dei lavori eseguiti, visto che varie volte si è fermata la fontana all'interno del parco, che una delle giostrine è rimasta inutilizzata per oltre un mese e che si sono già dissaldati alcuni elementi della ringhiera al centro del parco. Criticate anche le modalità di collocazione delle giostrine, con la pavimentazione in terra battuta, laddove l'area d'impatto dovrebbe essere realizzata in materiale antitrauma di assorbimento d'urto. Infine la scarsa manutenzione ha comportato che, in molti tratti, le aiuole appaiono già senza un filo d'erba ".

 " Quest'ennesima chiusura - afferma Capodanno -  riapre le tante polemiche sollevate nel corso del lungo periodo della durata dei lavori di riqualificazione, dal momento che sono rimaste senza risposte alcune questioni sulle quali chiediamo da tempo di fare chiarezza, anche attraverso indagini da promuovere sia da parte della magistratura inquirente che di quella contabile ".

" Questioni - puntualizza Capodanno - che riguardano il lungo lasso di tempo impiegato per i lavori, iniziati, come si leggeva nel primo cartello di cantiere, solo il 20 novembre 2023, benché il parco fosse chiuso dal 7 settembre precedente,  affidati all'impresa MAIBA S.r.l., la quale però, dopo aver eseguito i primi interventi anche con l'abbattimento numerosi alberi che si trovavano all'interno del parco, rinunciò a proseguire, sostituita, dopo molto tempo, dalla ditta TEKNO GREEN S.R.L., che era risultata seconda nella gara d'appalto. Inoltre la durata dei lavori, per un parco che ha un'estensione di appena 12.000 mq, era indicata in origine in 120 giorni, 4 mesi, mentre il parco è rimasto chiuso ben 17 mesi, un tempo che si è dunque più che quadruplicato ".