Cesinali

di Paola Iandolo 

 Sono cinque i presunti autori della brutale aggressione ai danni di un ventenne di Cesinali avvenuta un anno fa. Il giovane venne prelevato con una scusa e condotto nelle campagne dove fu massacrato di botte e lasciato senza telefonino, danneggiato per evitare che potesse contattare i soccorsi. A chiudere il cerchio intorno ai due presunti aggressori sono stati i Carabinieri della Compagnia di Solofra, in particolare i militari della Stazione di Aiello del Sabato. I militari hanno denunciato un 22enne e un 23enne considerati gli autori del pestaggio e poi hanno anche denunciato altri tre ventenni, accusati di favoreggiamento. Tutti e cinque indagati hanno ricevuto l' avviso di conclusione delle indagini preliminari della Procura della Repubblica di Avellino.

L’accusa nei confronti di F.N. classe 2004 di Santo Stefano del Sole e S.D.classe 2003 di Prata Principato Ultra, ritenuti dagli inquirenti gli autori della brutale aggressione è quellla di lesioni personali aggravate dalle più persone riunite e per aver approfittato di circostanze di tempo tali da ostacolare la privata difesa in considerazione dell’ orario in era avvenuta la brutale aggressione, ovvero le sei del mattino circa. A questa si aggiunge quella di danneggiamento del telefonino della vittima, reso inutilizzabile per evitare che potesse allertare o chiedere soccorso. Gli altri tre: due ventenne di Cesinali e un ventunenne di Serino sono accusati di favoreggiamento.


Nella notte del 16 febbraio di un anno fa i due presunti aggressori avevano rintracciato la vittima nella frazione di Villa San Nicola di Cesinali e dopo averlo fatto a salire a bordo della loro autovettura lo avevano condotto in un luogo isolato del paese, ovvero nei pressi di Via Salice, e qui dopo averlo fatto scendere dall’auto entrambi lo avevano colpito violentemente e ripetutamente con calci pugni e schiaffi, sul viso, sull’addome e su tutto il corpo. La vittima era stata abbandonata priva di sensi, sul luogo del pestaggio. Una prognosi di più di quaranta giorni quella rimediata dal ventenne preso di mira dal gruppo che subì un trauma facciale, fratture mandibolari ed escoriazioni sul viso.