Salerno

Salvatore Gagliano è intervenuto ai microfoni di Granatissimi, in onda su OttoChannel. Il noto imprenditore, ex presidente della Figc Campania, si è soffermato sul momento della Salernitana: “L’augurio è che realmente possa succedere qualcosa durante il campionato o attraverso i playoff. Ma serve una scossa perché ci sono tanti aspetti che non funzionano e non consentono di guardare al presente con ottimismo. La Salernitana sta facendo grande fatica sotto il profilo societario. Da tempo sostengo che sono grandi dirigenti, con professionalità di tutto il rispetto, ma il calcio non è un’azienda. Ci sono stati tanti passi falsi commessi. Anche il post-partita di Cava de’ Tirreni fa trasparire questo. Anche Faggiano: la sua presenza in panchina non è stata positiva. E poi ci sono le diatribe fra il ds e l’allenatore è evidente. Raffaele si è dimostrato inadeguato al ruolo sin da inizio stagione. Ma allo stesso tempo Faggiano, uomo di grande esperienza, ha sbagliato a sostituirsi all’allenatore. Anzi, la panchina è sacra e i dirigenti devono restarne fuori”.

“Episodio arbitrale del derby resta macchia grave”

Da ex arbitro, Gagliano si è soffermato anche sulla direzione di gara di Ramondino nel derby con la Cavese, con la lettura in occasione del fallo non comminato su Molina che ha spalancato le porte all’azione del pari dei metelliani: “Si tratta di una direzione sfortunata perché ha rovinato la sua prestazione nel momento topico. Aveva diretto bene una gara anche abbastanza chiara. Non c’erano stati episodi clamorosi, anche nel non concedere i due rigori richiesti dalla Cavese. Ha avuto una prova coerente ma poi si è macchiato di un errore clamoroso sul fallo subito da Molina. Anche lo stesso quarto uomo sembrava indicare la punizione in favore dei granata. Resta un episodio grave perché ha inciso sul risultato e non ha attenuanti anche perché sembrava poter fischiare subito e invece ha lasciato continuare. In quell’occasione è scattata anche la presunzione di non voler ammettere l’errore. Anche la giustificazione di rivedere il fuorigioco e non il fallo basta per sottolineare la personalità del direttore di gara”.