Napoli

Lo storico Teatro Sannazaro, tempio della cultura partenopea da quasi due secoli, è stato divorato da un rogo che ha lasciato dietro di sé solo cenere, 60 sfollati e una ferita profonda nel tessuto della città. Mentre la Procura indaga sulle cause e i tecnici valutano la stabilità dell'edificio, la conta dei danni rivela una tragedia che va ben oltre le mura del palcoscenico, colpendo duramente residenti e commercianti rimasti senza un tetto o un'attività.

La disperazione degli sfollati: "Ho perso tutto"

Il "day-after" è il momento più crudele, quello della consapevolezza. Tra i civici 149 e 156 di via Chiaia, il paesaggio sembra uno scenario di guerra: persiane sciolte dal calore, vetri esplosi e un odore acre di combusto che impregna l'aria. Il censimento della Prefettura parla chiaro: 28 unità immobiliari coinvolte, di cui 18 abitazioni e 9 locali commerciali.

Tra chi ha visto la propria vita andare in fumo c’è Anna Infante, 70 anni. Il suo appartamento di 110 mq, proprio sopra la cupola del teatro, è letteralmente sparito. "Casa mia non esiste più, è rimasto solo un buco enorme", racconta tra le lacrime dopo il sopralluogo scortata dai Vigili del Fuoco. Come lei, altre 25 persone vivono nell'incertezza, ospitate da parenti o in attesa di capire se e quando potranno rientrare. Per molti, la salvezza ha avuto il volto dell’agente Buondonno, che all’alba di martedì ha dato l’allarme permettendo l’evacuazione prima che il fumo rendesse le scale trappole mortali.

Ora si fa i conti con il disorientamento, la paura, e non si dorme la notte: "Mi sveglio la notte con quella sensazione di non respirare, di oppressione sul petto e e mi hanno dettoche sarà una cosa ricorrente perché questo è un trauma, quello che abbiamo subito - racconta ai microfoni di Ottochannel  la signora Simona Ambrosio insegnante, madre di due figli che la notte del rogo sono dovuti ricorrere alle cure mediche perché rimasti intossicati - Vedere le fiamme è una cosa che non auguro a nessuno".  Quello che manca, tra le altre cose, è un supporto spcisologico: "A parte la prima municipalità che ci è molto vicina,  mi sono un po' dispiaciuta  che il sindaco Manfredi, che è venuto qui il giorno del rogo, non ci abbia dato un abbraccio, un sorriso, perché è brutto e soprattutto se gentilmente ci fanno arrivare qualcuno che ci possa aiutare perché noi viviamo in una società strana, cioè siamo costretti ad andare a lavorare però poi abbiamo subito questo trauma, svegliarsi con le fiamme e la notte, lasciare la casa senza scarpe, in pigiama in mezzo alla strada. È bruttissimo, non lo auguro a nessuno spero che che oltre al teatro, che è importantissimo, anche noi come condomini verremo aiutati perché abbiamo bisogno di aiuto su tutti i fronti"

Indagini e sicurezza: un edificio sotto sequestro

L'intera area resta sotto sequestro. La Polizia Scientifica ha terminato i primi rilievi, ma la situazione rimane critica: ieri mattina si è aperta una voragine a lato dello stabile e persistono piccoli focolai tra le macerie lignee del retropalco. Oltre al danno strutturale, preoccupa la tenuta economica del quartiere: attività storiche e cinema vicini, come il Metropolitan, hanno dovuto abbassare le serrande.

Al centro dell'inchiesta ci sono le certificazioni antincendio e la staticità dei solai. Solo dopo verifiche approfondite la magistratura potrà togliere i sigilli, permettendo ai residenti meno colpiti di recuperare i propri beni dai trolley che ora riempiono i marciapiedi di via Chiaia.

Ricostruire il Sannazaro non sarà solo una sfida architettonica, ma una corsa contro il tempo per evitare che il silenzio cali definitivamente su un pezzo d'anima di Napoli. La città attende ora che alle promesse di celerità seguano i cantieri, per far sì che quel corridoio di cenere torni a essere il tappeto rosso di una storia lunga 180 anni.