Salerno

L’ultima volta che la Salernitana si era ritrovata tutta compatta riunita intorno ad un tavolo rimanda allo scorso Natale. Allora, nella prestigiosa cornice di una struttura ricettiva della provincia, Danilo Iervolino parlò per l’ultima volta in ordine temporale al gruppo granata, applaudendo l’intero organico per la prima parte di stagione e chiedendo di aumentare i propri sforzi per ottenere la serie B. La classifica raccontava di un distacco di tre punti dal Benevento capolista, con un campionato tutto da vivere. Con il ds Faggiano e l’allenatore Raffaele, passata la burrasca per il ko di Benevento, si posero le basi anche per le strategie di mercato, con Lescano (così si sussurra) il grande sogno poi realizzato nel momento di massimo tensione con la tifoseria.

Il momento difficile

Nemmeno due mesi dopo, le promesse e le speranze di Natale sono diventate briciole. La classifica racconta di un distacco dal Benevento ormai siderale, con gli undici punti che sanno di condanna ai playoff. Nel mezzo anche le frizioni tra le varie componenti, la disillusione del pubblico trasformatosi nel clima di contestazione verso tutto e tutti, un mercato di gennaio che ha rivoluzionato lo spogliatoio, esperimenti tattici mal riusciti e soprattutto il nervosismo per i pari con Giugliano e Cavese che hanno segnato la resa alla corsa per la promozione diretta in B. Una tensione sempre più crescente, come testimoniato dal faccia a faccia nel ventre del Simonetta Lamberti nel post-Cavese, con multe e squalifiche per ds e allenatore.

Tutti a cena

Dopo giorni di voci, weekend da separati in casa per far sbollire la rabbia, la Salernitana ha scelto nuovamente una cena per rafforzare il senso d’unione. Tutti insieme, squadra, ds e allenatore. Il primo posto non è l’unica strada a disposizione per arrivare in serie B. C’è anche il lungo e faticoso iter dei playoff. Serve però arrivarci al massimo della condizione psicofisica. Ecco perché conta seminare sin da adesso, trovare energie e soprattutto stimoli per provare l’assalto alla cadetteria. Un gesto distensivo in vista del Monopoli e di un match che è l’ennesimo crocevia di un 2026 amaro. La Salernitana si risiede a tavola e cerca la strada per uscire dalla crisi.