Ariano Irpino

"Rappresentare le istituzioni non significa soltanto occupare una poltrona, ma farsi carico della complessità del reale. Oggi, invece, assistiamo troppo spesso a una politica che abdica al dovere di verificare i fatti pur di cavalcare l'emozione del momento. Non si cerca la verità, si cerca il nemico.

Il caso di Francesca Albanese è emblematico di questa deriva. L'Onu ha dovuto smontare un intero castello di accuse basato su video manipolati e disinformazione pura. Non si è trattato di un errore in buona fede, ma del tentativo deliberato di silenziare chi documenta violazioni scomode".

Ad affermarlo è il sindaco di Ariano Irpino Enrico Franza, ancora un a volta a sostegno della concittadina arianese Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. 

"Vedere nazioni europee e forze di governo italiane chiedere la testa di una funzionaria basandosi su fake news è allarmante: dimostra che la propaganda ha ormai sostituito la diplomazia e l'analisi.

Ora che la menzogna è crollata sotto il peso dei fatti, il rumore delle accuse ha lasciato spazio a un silenzio assordante. Nessuna scusa, nessun passo indietro.

Chi non ha il coraggio di ammettere un errore, non ha la statura morale per rappresentare nessuno. La politica deve tornare a essere il luogo dove si costruiscono soluzioni, non dove si fabbricano colpevoli.

A chi mi chiede di non parlare per conto di tutti, non lo farò, ma non chiedetemi di non sentirci un Noi. Nell’era della disinformazione - conclude Franza - nessuno è al sicuro. E cosa ancor più allarmante: a Gaza ancora oggi nessuno è al sicuro!"