Flumeri sotto i riflettori nazionali, dopo l'ultima sosprendente campagna di ricerca presso il sito archeologico di Fioccaglia.
Droni individuano foro e teatro nel sito romano lungo l'antica via Appia, confermando il valore strategico dell’insediamento. Un patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco.
Il sito, identificato da alcuni studiosi con l’antica Forum Aemilii e risalente al II-I secolo a.C., rappresenta un tassello cruciale per comprendere il processo di romanizzazione dell’Irpinia.
La sua importanza storica è legata anche alla presenza della Regina viarum e all’origine della Via Aemilia voluta dal console Marco Emilio Lepido nel 126 a.C. Già negli anni Ottanta del Novecento, le indagini avevano portato alla scoperta di un decumano basolato e di una domus di lusso decorata in primo stile pompeiano, attestando la presenza all’interno del centro di personaggi di rango elevato.
La nuova campagna, diretta dal professore Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino e con l’amministrazione comunale di Flumeri, ha permesso di individuare con chiarezza l’impianto ortogonale della città, con assi stradali regolari e isolati pianificati secondo il modello delle città di nuova fondazione.
Da un lato l’eccezionale scoperta che conferma il valore strategico della via Appia, riconosciuta patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco, fino a rafforzare il sito di Fioccaglia a Flumeri che vedete in queste immagini. Dall’altro il monito forte e chiaro del sindaco Angelo Lanza.
"E' una notizia sicuramente di grande rilievo. Ma attenzione. Questa è una zona strategica interessata da un processo di sviluppo territoriale altrettanto importante. Pertanto i ritrovamenti archeologici, non devono assolutamente cozzare con tutto ciò che qui si sta creando. La possibilità dei privati di investire in queste aree non deve trovare ostacoli. Mi spiego ancora meglio: a noi non servono terreni vincolati vita natural durante, gli investimenti privati devono andare avanti".
Ancora più espliciti i residenti della zona: "Non vogliamo un nuovo cimitero, nei nostri terreni, che nulla ha portato finora".