Lo stadio Giraud di Torre Annunziata finisce sotto la lente della Procura della Repubblica oplontina. La Polizia Municipale ha sequestrato alcuni locali dell'impianto comunale nell'ambito di un'indagine che vede coinvolta la società sportiva Savoia, storico club cittadino. Le ipotesi di reato contestate sono invasione di edifici, illecito edilizio per mutamento della destinazione d'uso, deposito incontrollato di rifiuti e ricettazione.
L'accusa: locali interdetti occupati abusivamente
Stando a quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura guidata dal Procuratore Nunzio Fragliasso, alcuni locali dello stadio Giraud, risultanti non agibili e formalmente interdetti e mai affidati in gestione al Savoia, sarebbero stati occupati abusivamente dalla società sportiva e utilizzati per scopi estranei all'attività agonistica. Un uso improprio di spazi pubblici che ha fatto scattare l'intervento degli inquirenti.
Tensione tra il Savoia e il Comune
Sullo sfondo della vicenda giudiziaria si staglia un rapporto già teso tra la società biancoscudata e l'amministrazione comunale. Tra il Comune di Torre Annunziata e il Savoia esiste infatti un contenzioso aperto in merito a un accordo per l'utilizzo della struttura sportiva – limitato agli allenamenti e alle partite – raggiunto alla fine dello scorso anno.
La durissima replica del club: "Noi siamo persone serie"
"Ci viene contestato un carrello presente nel campo da oltre 20 anni , così come alcune vecchie lavasciuga. Erano lì da sempre.
Si parla di “manomissioni” in una palazzina fatiscente, con zone che da tempo versano in condizioni di degrado e abbandono. Noi non abbiamo mai avuto le chiavi del campo. Non abbiamo mai avuto la custodia dell’impianto. Abbiamo solo una disponibilità di utilizzo di 7 ore al giorno, sempre in presenza del custode, pagando e ringraziando senza mai chiedere spiegazioni sugli importi che ci venivano inviati via PEC - si legge in una nota del club -. Non ci sono mai state notificate zone interdette. Non ci sono mai stati atti formali di chiusura di aree. Abbiamo sempre avuto la piena disponibilità dello stadio, custodito e con accesso consentito in tutte le aree a noi autorizzate. Quel carrello era lì da vent’anni. Sarebbe rimasto lì anche la settimana prossima. Eppure il blitz è avvenuto proprio alla vigilia di una partita di vertice.Coincidenze? Come fu una coincidenza la mancanza di acqua calda prima della partita di cartello contro l’Igea Virtus? Noi non vogliamo credere alle coincidenze maliziose. Ma quando gli episodi si ripetono sempre nei momenti decisivi, le domande diventano inevitabili. Questo è ciò che accade in una città dove il Savoia non accetta compromessi.
Un’altra società forse sarebbe già andata via. Noi no. Siamo persone serie. Viviamo di regole. Non abbiamo paura dei controlli, perché viviamo di legalità, purché i controlli vengano effettuati in modo giusto e corretto. Ma pretendiamo correttezza. Pretendiamo trasparenza. Pretendiamo rispetto. E su questa vicenda andremo fino in fondo. Perché il Savoia non si piega. Domenica riempiamo lo stadio e facciamo capire che non ci ferma niente e nessuno. Noi siamo Torre Annunziata. Siamo il Savoia".
La società Savoia 1908 FC ringrazia la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, nella persona del sostituto Procuratore dott. Giuliano Schioppi, per la sensibilità e la tempestività avute nell’accogliere l’istanza di restituzione di tutti i beni del Savoia, restituendoci congiuntamente anche la palestra, lo spogliatoio dello staff tecnico e quello riservato all’arbitro donna. Al contempo la società ringrazia i legali Francesco Maria Morelli ed Elio D’Aquino per l’ottimo lavoro svolto in tempi brevissimi. Con questo dissequestro possiamo riprendere la totale attività sportiva per proseguire il campionato.