Napoli

 Cittadini comuni, coppie di giovani fidanzati, padri con figli al seguito si stanno radunando all' esterno dell' ospedale Monaldi di Napoli per rendere omaggio al piccolo Domenico, il bimbo morto ieri a cui due mesi fa è stato trapiantato un cuore danneggiato. C'è chi lascia fiori con bigliettini di affetto, chi si ferma solo a pregare, chi scuote il capo incredulo davanti al dramma che si è consumato. Una ciclista non trattiene le lacrime. Al momento regna un silenzio irreale in una calda domenica assolata, interrotto solo dalle auto del personale che va a prendere servizio. Tanti i palloncini - spicca uno blu con la scritta 'Domenico, perdonaci' - fiori e pupazzetti di peluche che Napoli sta adagiando all'ingresso dell'ospedale. 

Voglio giustizia

"Chi ha sbagliato dovrà chiedere perdono a Domenico. È arrivato il momento della verità. Adesso, veramente, basta". Dice intanto Patrizia, mamma del piccolo Domenico morto dopo il trapianto di un cuore danneggiato eseguito all'ospedale Monaldi di Napoli: "Non attribuirò colpe finché non conoscerò la verità. Ma qualcuno dovrà pagare". Prima di essere operato, racconta la donna, Domenico "era un bambino pieno di vita. Aveva davvero tanta voglia di vivere. Ho tanti ricordi, ma ora c'è un altro modo per ricordarlo".

La fondazione

L'intenzione è infatti costituire una fondazione "per ricordare lui e aiutare altri bambini. E voglio avvisare tutti di non ascoltare i tentativi di truffa di chi ha messo on line falsi profili nei quali si chiedono donazioni". Una vicenda, quella di Domenico, che potrà insegnare "tantissimo", secondo Patrizia che ribadisce: "Non sto dando la colpa a nessuno. Voglio solo la verità. Quando uscirà fuori, si saprà chi ha sbagliato. A me interessa solo che venga fatta giustizia"