n drone carico di stupefacenti e smartphone è stato intercettato prima di raggiungere le celle del carcere di Poggioreale. L'operazione, condotta dal servizio antidroni della Polizia Penitenziaria di Napoli, si è conclusa con il fermo di due uomini sorpresi sul tetto di un palazzo nei pressi del penitenziario, da dove pilotavano il velivolo.
Nel corso del blitz sono stati sequestrati due droni, 15 smartphone corredati di batterie supplementari, cavi e alimentatori, oltre a 150 grammi di hashish, 20 grammi di cocaina e 20 grammi di crack. I due arrestati sono stati poi trasferiti proprio nel carcere in cui stavano tentando di far recapitare il materiale.
Poggioreale è il penitenziario più sovraffollato d'Italia, con oltre 2.200 detenuti e un deficit di organico di 150 unità: un contesto che rende ancora più critica la gestione delle minacce esterne. A sottolinearlo è l'Uspp, il sindacato di polizia penitenziaria, con il presidente Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio, che parlano apertamente di «guerra quotidiana» nelle carceri.
«Le incursioni dei corrieri volanti non accennano a diminuire», denunciano, chiedendo con urgenza il potenziamento dei sistemi anti-drone, il rafforzamento dei controlli perimetrali e un aumento degli organici.
Apprezzamento per l'operazione è arrivato anche dal segretario generale aggiunto del Sinappe, il commissario capo Vincenzo Santoriello, che ha elogiato «la professionalità e la prontezza operativa» del personale, coordinato dalla direttrice dell'istituto, la dottoressa Giulia Russo.