È uscito il libro d’esordio di Chiara Paciello, 24 anni, originaria di Frasso Telesino. Un’opera intensa e autobiografica che nasce da un bisogno profondo: raccontare, dare un nome al dolore, trasformare la fragilità in consapevolezza.
Il titolo, forte e diretto, è già una dichiarazione d’intenti: La diagnosi che mi ha salvato. Viaggio nella mia rinascita grazie alla dottoressa “Luna”. Un libro che non è soltanto una testimonianza personale, ma un atto di coraggio civile contro lo stigma che ancora circonda la salute mentale.
Quindici anni di silenzio
Per quindici anni Chiara ha convissuto con un dolore senza nome. Emozioni ingestibili, crolli improvvisi, vuoti interiori difficili da spiegare a chi non li vive sulla propria pelle. Una sofferenza invisibile, spesso fraintesa, che l’ha accompagnata dall’adolescenza fino alla giovane età adulta. Poi arriva la diagnosi. E con essa, qualcosa di inatteso: il sollievo.
«Dopo 15 anni di terapia, Luna è riuscita a darmi quel che mi mancava: la serenità», racconta l’autrice. Una frase che racchiude il senso più profondo del libro: la diagnosi non come etichetta, ma come verità liberatoria.
L’incontro che cambia il destino
Determinante nel percorso di rinascita è l’incontro con la “Dottoressa Luna”, pseudonimo scelto per tutelarne la privacy, conosciuta ad Airola. Per Chiara diventa un punto di riferimento stabile, una guida competente e umana, capace di costruire quella che nel libro viene descritta come una vera alleanza terapeutica.
Nel racconto emerge con chiarezza il ruolo fondamentale di una cura adeguata, inclusa la scelta consapevole degli psicofarmaci, come il litio, spesso oggetto di pregiudizi. Paciello affronta il tema senza timori, spiegando come la terapia farmacologica, se seguita correttamente, possa rappresentare uno strumento di equilibrio e non un motivo di vergogna.
Oltre lo stigma
La diagnosi che mi ha salvato è il racconto autentico di un percorso di sofferenza, smarrimento e rinascita. Con uno stile diretto, sincero e profondamente umano, Chiara smonta paure e stereotipi legati alla psichiatria, restituendo dignità alla parola “cura”.
Non è soltanto la storia di una malattia. È la storia di una ragazza che ha smesso di vergognarsi della propria fragilità e ha imparato a chiamarla per nome.
Il volume è disponibile su Amazon, dove può essere acquistato a un prezzo accessibile — una scelta non scontata in un periodo in cui il costo dei libri è spesso elevato. Un’opportunità in più per permettere a un pubblico ampio di avvicinarsi a una testimonianza così significativa. Il libro parla di diagnosi come atto di verità, di terapia come alleanza, di rinascita come possibilità concreta. È una testimonianza che si rivolge a chi cerca risposte, a chi teme una diagnosi, a chi fatica a chiedere aiuto. Perché, come emerge dalle sue pagine, chiedere aiuto non è debolezza. È coraggio. E la storia di Chiara Paciello ne è la prova.