Secondo quanto riferito da Robert Hardman, biografo di Elisabetta II e di Carlo III, chi vive accanto a Andrew Mountbatten-Windsor descrive un atteggiamento sorprendentemente distaccato. «Non ha mai menzionato lo scandalo», avrebbe confidato una fonte vicina alla famiglia. «Sembra più preoccupato di dove sistemare i suoi cavalli o parcheggiare l’auto». Hardman, considerato uno degli osservatori più ascoltati della Casa reale, restituisce l’immagine di un uomo che continua a muoversi come se nulla fosse cambiato, mentre intorno cresce la pressione pubblica e giudiziaria. Le confidenze raccolte risalirebbero ai giorni precedenti al fermo e all’interrogatorio di undici ore che hanno segnato un punto di svolta nella vicenda.
La linea di Carlo
Dopo il comunicato con cui Carlo III ha ribadito la necessità che la legge faccia il suo corso, a Palazzo prevale il silenzio. L’obiettivo è mostrare compattezza e senso del dovere. In prima linea compaiono figure considerate affidabili come Catherine, Principessa del Galles, presente a un evento sportivo a Twickenham, e Anna, Principessa Reale, da sempre tra i membri più ligi della famiglia. Secondo osservatori reali, si starebbe delineando una strategia più netta. Tra le ipotesi in campo, anche la rimozione di Andrea dalla linea di successione, dove attualmente figura all’ottavo posto. Downing Street avrebbe avviato un confronto con Buckingham Palace per valutare una legge ad hoc, che dovrebbe poi essere ratificata dai Paesi del Commonwealth in cui il sovrano è capo di Stato.
Il peso dello scandalo
Il caso si intreccia con l’eredità giudiziaria di Jeffrey Epstein e della sua collaboratrice Ghislaine Maxwell, condannata negli Stati Uniti per traffico sessuale di minori. Nelle ultime ore, il fratello di Maxwell è tornato a difenderla pubblicamente, sostenendo che sia stata trasformata in un capro espiatorio. Intanto, la percezione di un Andrea chiuso in un “mondo parallelo” contribuisce ad alimentare il distacco tra l’ex principe e il resto dei Windsor. Se per la monarchia l’obiettivo è contenere l’impatto istituzionale della vicenda, sul piano personale il ritratto che emerge è quello di un uomo che, almeno secondo chi lo osserva da vicino, continua a comportarsi come se lo scandalo non lo riguardasse.