Chi non ha letto almeno una volta nella vita la poesia di Rudyard Kipling “Se” (in inglese “If”). Inizia con “Se riuscirai a mantenere la calma quando tutti intorno a te la perdono...”. E' un manifesto perchè si diventi uomini. “Se”, ovviamente, si posseggono le virtù che servono.
Forse l'abbiamo presa un tantino larga, ma il ”Se...” di Kipling risuona forte questo pomeriggio nelle menti dei tifosi giallorossi. Se il giuglianese Marchisano non avesse sbagliato un gol impossibile da non segnare proprio in chiusura di partita, ora il Benevento avrebbe incrementato il suo vantaggio sul Catania da 5 a 7 punti. Già... Ma “se” l'arbitro di Ivrea non avesse visto quel rigore che in C la maggior parte dei direttori di gara ignora? Già... “Se...”
Alla fine, come si dice?, il calcio non si fa nè con i “se” né con i “ma”. E allora niente recriminazioni, il verdetto del campo va sempre accettato. Nel bene e nel male.
Il Benevento ha raddrizzato una partita che si stava intorbidendo. Ha preso gol al primo tiro subito nello specchio della porta (complessivamente l'Altamura l'ha centrato due volte nell'intero pomeriggio) e Floro ha parlato di una “brutta abitudine”. Non si può subire gol al primo tiro in porta, bisogna fare qualcosa per evitare questo stato di cose. Perchè non sempre poi si riesce a capovolgere la situazione che si viene a creare.
Ma il cuore dei giallorossi ancora una volta ha pulsato forte, come è giusto che accada in queste occasioni irripetibili. C'erano più di mille beneventani nel piccolo stadio di Altamura, e, per noi che siamo superstiziosi, c'era da sconfiggere anche quel tabù legato agli esodi biblici. Dai, non può essere vero... e neanche giusto. Ogni volta che il seguito è così massiccio si rischia di fare flop. Il muscolo cardiaco ha trepidato parecchio, ma alla fine tra la prodezza di Tony Prisco e la freddezza di Marco Tumminello la strega ha portato a casa l'intera posta in palio ed ha compiuto la sua missione. Lasciare inalterato il vantaggio di cinque punti sul Catania.
Certo, se... Ma quella è un'altra storia...