Andretta

di Paola Iandolo 

Accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni nei confronti dell'ex moglie: condannato a cinque anni di reclusione sessantenne irpino. Per trent'anni ha fatto vivere la moglie e le tre figlie nel peggiore degli incubi. Le condotte vessatorie sono iniziate fin da quando le tre figlie erano ancora minorenni. Continui i litigi familiari e le pressioni psicologiche a cui erano sottoposte le quattro donne.  Ad emettere la sentenza di condanna  il tribunale di Avellino, in composizione collegiale presieduto dal giudice Lucio Galeota, a latere Gennaro Lezzi e Elena Di Bartolomeo. Il pubblico ministero Fabio Massimo Del Mauro - al termine della sua requisitoria - ha invocato una condanna a tre anni per l’uomo. Ma i giudici hanno inflitto ben cinque anni di reclusione, non riconoscendo le attenuanti generiche all’uomo. Tra quindici giorni verranno depositate le motivazioni della sentenza di condanna di primo grado.

Dopo decenni di angherie e vessazioni nel maggio 2023 l’ex moglie, un’infermiera professionista ha presentato la denuncia. I litigi in casa scoppiavano spesso e anche per delle banalità. Tanto che la donna e le tre figlie – costituite tutte parte civile nel processo contro il padre padrone e rappresentate dall’avvocato Innocenzo Massaro - vivevano nel terrore. La donna - dopo l’ennesimo litigio – nel maggio 2023 è stata percossa violentemente dal coniuge. Nella violenta aggressione fisica l’ex moglie  ha riportato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Dopo la denuncia presentata dall’ex moglie, al sessantenne è stata applicata anche la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa. Misura firmata dal gip del tribunale di Avellino, Paolo Cassano e rimasta in vigore fino ai primi di gennaio 2026.