Napoli

 

Uno spettacolo della natura, tanto straordinario quanto rischioso, ha paralizzato questa mattina il cuore del traffico marittimo partenopeo. Una balenottera comune, un esemplare giovane lungo circa dieci metri, è stata avvistata mentre nuotava a pochi metri dalle banchine del Molo Beverello, nell'area solitamente riservata all'attracco di aliscafi e mezzi veloci. La presenza del cetaceo ha sorpreso viaggiatori e operatori, spingendo la Guardia Costiera a bloccare immediatamente il transito dei traghetti per garantire l'incolumità dell'animale.

Emergenza al Molo Beverello: aliscafi fermi

La macchina dei soccorsi si è attivata in pochi minuti. Due unità della Guardia Costiera di Napoli sono impegnate nel monitoraggio ravvicinato del mammifero, che alterna immersioni a spettacolari riemersioni sotto gli occhi dei curiosi. Per evitare incidenti, l'Autorità marittima ha imposto lo stop temporaneo a tutti gli aliscafi in arrivo e in partenza per Ischia, Capri e Procida. L’area del Molo Beverello è uno dei punti più trafficati del Mediterraneo: il ronzio costante dei motori e il movimento dei catamarani rappresentano un pericolo concreto per un animale disorientato. La priorità assoluta dei militari, che stanno scortando il cetaceo con un gommone e un battello, è creare un corridoio di sicurezza per evitare collisioni.

Il piano di salvataggio con gli esperti dell'Anton Dohrn

Sul posto i biologi della Stazione Zoologica Anton Dohrn, l’eccellenza scientifica cittadina che affiancherà la Capitaneria nelle delicate operazioni di allontanamento. Gli esperti dovranno prima accertarsi che la balenottera non presenti ferite o segni di debilitazione. Secondo le prime ipotesi, il giovane esemplare potrebbe aver perso l'orientamento o, più semplicemente, aver seguito una nave di grandi dimensioni durante l'ingresso in porto. Non è un evento isolato per il bacino partenopeo: il Golfo di Napoli è un ecosistema ricco dove vengono monitorate regolarmente fino a sette specie di cetacei. 

L'obiettivo delle prossime ore è "scortare" il gigante gentile fuori dalle acque portuali, cercando di indirizzarlo verso il mare aperto senza causargli stress eccessivo. Le operazioni procedono con estrema cautela: la speranza è che il cetaceo riprenda la rotta verso le acque profonde del Golfo, lasciandosi alle spalle il frastuono dei motori e il cemento delle banchine.