“Signora ma io come faccio? Ho 86 anni, mio figlio è schizofrenico e a malapena riesce ad arrivare fino al Csm di Airola. Ma ora che l’hanno chiuso, come può raggiungere Puglianello? Così le persone si destabilizzano… non si può sospendere il servizio in questo modo”. E' la disperata testimonianza di un’anziana resa alla Rete Sociale, associazione di familiari di sofferenti psichici dopo la chiusura del centro di salute mentale di Airola.
Il presidente del gruppo, Serena Romano, racconta degli utenti in difficoltà per l'interruzione del servizio “Anche Laura P., marito cieco, depressa, perora la causa del figlio agli arresti domiciliari: “Finalmente dopo 9 mesi aveva avuto il permesso di andare dalla psicologa perché i farmaci da soli non bastano: continuava a mettersi le lamette in gola. Ma il giudice gli ha dato un’ora di tempo per fare la psicoterapia e poi deve portare la giustifica ai Carabinieri … mica può stare fuori un’intera giornata … così è entrato nel panico”.
Un giovane di Airola al suo “esordio psicotico” deve essere dimesso dal SPDC: ma non si può indirizzare a Puglianello”.
E ancora “Un’altra paziente ha chiesto: “Mi potete ricoverare qui in ospedale per un mese? Ho paura di rimanere senza terapie ad Airola”.
“Insomma – prosegue la denuncia - c’è allarme fra i pazienti cui è venuto a mancare il punto di riferimento. E dopo più di una settimana che sono rimasti abbandonati a se stessi, le conseguenze della mancanza di cure cominciano a farsi sentire. Il personale, infatti, è stato trasferito a Puglianello, ma i pazienti sono rimasti ad Airola perché il Csm non è un banale ambulatorio, ma un luogo di accoglienza, dove si fa un’attività diversificata e che non può essere traslocato dalla mattina alla sera, né tantomeno a 30 km. di distanza, senza ripercussioni. Anche perché con le deviazioni dei lavori per l’alta velocità, i tempi di percorrenza diventano biblici. Il pullmino alla fine del giro fatto venerdì segnava 197 km!”.
Di qui la richiesta alla Asl: “fate presto a trovare una soluzione prima che accada l’irreparabile”.