Da oggi l’alcolock non è più soltanto una previsione normativa. Con la pubblicazione sul Portale dell’Automobilista dell’elenco dei dispositivi omologati, dei rivenditori e delle officine autorizzate, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato la fase concreta di applicazione della misura prevista dal nuovo Codice della strada. A quindici mesi dall’entrata in vigore della riforma, la stretta diventa effettiva. La norma si applica a chi è stato condannato in via definitiva per guida con un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro. Non basta quindi la semplice contestazione: occorre la sentenza definitiva. Da quel momento, per tornare al volante, scatterà l’obbligo di installare il dispositivo sui veicoli che l’interessato guida abitualmente.

Quando scatta l’obbligo

Il punto di partenza resta il controllo su strada. Se le forze dell’ordine accertano un tasso superiore a 0,8 g/l, si entra nel penale con ammenda da 800 a 3.200 euro, arresto fino a sei mesi, sospensione della patente da sei mesi a un anno e decurtazione di dieci punti. Con la condanna definitiva, l’automobilista dovrà montare l’alcolock per due anni.

Se il tasso supera 1,5 g/l, oltre all’inasprimento delle pene, l’obbligo si estende a tre anni, salvo ulteriori restrizioni stabilite dalla commissione medica in sede di rinnovo della patente. In caso di utilizzo di un’auto non di proprietà del conducente, la sospensione della patente raddoppia.

Per neopatentati e conducenti professionali resta fermo il principio di tolleranza zero: qualsiasi valore superiore a 0,0 g/l comporta sanzioni immediate. Per gli autisti professionali si aggiunge il rischio di perdere la qualifica.

Come funziona il dispositivo

L’alcolock è, di fatto, un etilometro collegato al sistema di accensione del veicolo. Prima di avviare il motore, il conducente deve soffiare nel boccaglio. Se viene rilevata la presenza di alcol nel respiro, l’auto non parte.

Il meccanismo è semplice, ma l’impatto quotidiano può essere rilevante. Ogni avviamento richiede il test, con utilizzo di boccagli monouso da sostituire. Inoltre, trattandosi di uno strumento di misurazione, il dispositivo deve essere sottoposto a taratura periodica, in genere annuale, per garantire l’affidabilità delle rilevazioni.

Il costo e le spese accessorie

Il prezzo stimato per installazione e dispositivo si aggira intorno ai duemila euro, interamente a carico del sanzionato. A questa cifra si aggiungono i costi per i boccagli e per la manutenzione periodica. Per chi utilizza l’auto più volte al giorno, l’impatto economico complessivo può diventare significativo. Se il veicolo è condiviso con altri membri della famiglia, l’obbligo di test si estende di fatto a tutti gli utilizzatori, con inevitabili ricadute organizzative.

Cosa rischia chi tenta di aggirarlo

Il legislatore ha previsto un inasprimento delle sanzioni per chi prova a manomettere il dispositivo o a violarne i sigilli. In questi casi, le pene vengono raddoppiate. La misura punta a prevenire le recidive e a impedire che chi è già stato condannato torni a guidare dopo aver bevuto. Non conviene neppure rifiutare l’alcoltest su strada. Il rifiuto comporta l’applicazione delle sanzioni più gravi previste per la fascia oltre 1,5 g/l, con multa che può arrivare fino a seimila euro, arresto e confisca del veicolo. Con l’entrata in vigore operativa dell’alcolock, il Codice della strada non si limita più a punire la guida in stato di ebbrezza. Introduce un controllo preventivo quotidiano, affidato alla tecnologia, che accompagna il conducente a ogni accensione del motore.