di Paola Iandolo
"La ricostruzione fornita dal Procuratore Generale della Corte di Appello di Napoli è inveritiera". In una lunga discussione l'avvocato Gaetano Aufiero ha etichettato come falsa la versione emersa solo in Appello nella quale per il PG Della Pietra, ha sostenuto che Roberto Bembo fosse tornato indietro per andare a difendere un suo amico rimasto solo con i fratelli Sciarrillo e Iannuzzi, a processo per omicidio. La difesa dei tre imputati ha invocato l'assoluzione per i fratelli Luca e Daniele Sciarrillo, l'eccesso colposo di difesa e l'attenuante della provocazione per il reo confesso Nico Iannuzzi. In aula l'avvocato Aufiero ha commentato secondo per secondo il video in mano agli inquirenti, sostenendo e "dimostrando che la versione della Pg fosse inveritiera".
La sentenza prevista per oggi davanti alla IV Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli è stata rinviata al 12 marzo per le repliche del sostituito procuratore generale alle discussioni dei difensori di parte civile, Gerardo Santamaria e dei difensori dei tre imputati, gli avvocati Stefano Vozzella e Gaetano Aufiero. In aula sono stati presenti i familiari di Roberto Bembo. Nella precedente udienza era spuntato un dettaglio dal video ed era stata fornita una ricostruzione differente dei fatti accaduti in quell'alba tragica nel parcheggio di un noto bar di Mercogliano. Il sostituto procuratore generale di Napoli, Daniela Della Pietra durante la sua requisitoria nella quale ha chiesto la conferma delle condanne inflitte ai tre imputati, accusati del brutale omicidio del ventunenne di Mercogliano.
A suo avviso del Pg, Roberto Bembo all’alba del 1 gennaio 2023 non tornò indietro per continuare a litigare con Niko Iannuzzi e i fratelli Sciarrillo dopo che c’era stata già la prima rissa davanti al bar di Mercogliano, bensì per difendere un suo amico che era dall’altra parte della strada ed in inferiorità numerica rispetto ai tre contendenti. C'era dunque una persona a terra, che Roberto aveva visto e riconosciuto in uno dei suoi amici. Di lì la decisione di intervenire per aiutarlo, andando incontro alla morte. Una ricostruzione totalmente diversa fortemente contestata dalla difesa, tanto che il procuratore genrale ha chiesto di replicare. Cresce l'attesa del verdetto previsto per marzo.