Capaccio

È una storia di pazienza, tecnica e determinazione quella che si conclude — o meglio, che entra nella sua fase finale — a Capaccio Paestum, dove il depuratore di Varolato torna protagonista dopo anni di problemi che ne avevano compromesso il funzionamento.

Il 22 dicembre scorso è stato effettuato il collaudo della condotta sottomarina, rimasta ferma dal 2018. Non si è trattato di un'operazione semplice: nella tubatura potevano ancora essere presenti i cosiddetti "dischetti", corpi estranei la cui rimozione ha richiesto soluzioni tecniche ad hoc. La risposta è arrivata con l'installazione di una griglia rinforzata all'interno della vasca, in corrispondenza dell'imbocco della condotta, capace di intercettare e bloccare i residui prima che possano causare nuovi intasamenti.

Ma il lavoro non si è fermato lì. In questi mesi si sta procedendo alla bonifica della conduttura sotterranea attraverso un metodo alternato: si inviano le acque nella tubatura — che nel loro scorrere trascinano con sé i corpi estranei accumulati in otto anni di inutilizzo — e si alternano cicli di svuotamento meccanico della vasca. La fase si concluderà solo quando non verranno più rinvenuti dischetti o altre impurità. Ne dà notizia il municipio della città dei templi.

Parallelamente, l'impianto è stato oggetto di una serie di interventi di manutenzione e ripristino. Le tre griglie di vagliatura sono tornate a funzionare correttamente, è in corso una manutenzione straordinaria delle centrifughe e sono stati ripuliti tutti gli impianti di sollevamento esterni presenti sul territorio comunale, per prevenire intasamenti e scongiurare fuoriuscite di reflui. È stata inoltre programmata — e in parte già eseguita — la pulizia straordinaria di tutti i settori del depuratore, nell'ottica di migliorare ulteriormente la qualità delle acque trattate. Non finisce qui: ulteriori opere di ammodernamento sono già in cantiere e verranno realizzate nei prossimi mesi grazie a finanziamenti sovracomunali già ottenuti.

A fare il punto della situazione è il sindaco Gaetano Paolino, che non nasconde la soddisfazione per i risultati raggiunti. «Abbiamo messo in campo tutti questi interventi perché per noi il depuratore di Varolato è uno strumento strategico per il territorio e per la sua tutela ambientale, in particolare per la qualità delle acque costiere», dichiara il primo cittadino. «Il lavoro di questi mesi è stato decisivo e risolutivo per rimettere in piena funzione ogni aspetto dell'impianto, dopo anni caratterizzati da vari problemi».

Paolino ha poi voluto rivolgere un ringraziamento esplicito a tutti i soggetti coinvolti: gli architetti Coviello e Guglielmotti per la direzione dei lavori, la società Paistom per la gestione attenta e costante dell'impianto, e l'Ufficio Lavori Pubblici per il coordinamento generale.