Mirabella Eclano

C’è una strada che attraversa i secoli e continua ancora oggi a raccontare storie di popoli, commerci e civiltà: è la Via Appia, la Regina Viarum dei Romani. Lungo questo asse millenario, nel cuore dell’Irpinia, sorge Mirabella Eclano, una cittadina che custodisce tracce profonde del passato e che oggi guarda al futuro con la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. 

Il presente dell’Appia e la candidatura La Via Appia è oggi patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’UNESCO. Con questa consapevolezza Mirabella Eclano si è candidata a Capitale della Cultura 2028 ed è rientrata tra le dieci finaliste. La proclamazione, dopo le audizioni del oggi 26 e domani 27 febbraio 2026, avverrà entro il prossimo 27 marzo. Il dossier presentato si intitola “L’Appia dei popoli – Incubatrice di Art Thinking”, curato da Francesco Cascino, uno dei maggiori esperti di Art Thinking in Italia. Per saperne di più abbiamo intervistato l’assessora alla Cultura del Comune di Mirabella Eclano, Raffaella Rita D’Ambrosio (nella foto in basso, nda).

"Domani, 27 febbraio, saremo in audizione davanti ai membri della commissione che esamina le candidature a Capitale Italiana della Cultura 2028. Le audizioni sono cominciate oggi e, sebbene siamo emozionati, siamo soprattutto felici di confrontarci con delle teste pensanti - spiega il professore Cascino -.
La commissione è composta da persone esperte con le quali non vediamo l’ora di aprire un dialogo e di raccontare nei dettagli un dossier di 64 pagine, dove arte, art thinking, suono, musica, sound thinking, teatro, danza, cinema e fotografia proveranno a riconnetterci.
Vogliamo mettere in luce i cuori, le visioni e il senso critico degli abitanti di Mirabella, collegandoli al mondo contemporaneo e riaffermando quei valori universali che la nostra terra, l’Irpinia, da sempre esprime.
Se è vero che le zone interne affrontano delle sfide, è altrettanto vero che le metropoli ne hanno molte di più; forse dovrebbero venire nelle zone interne per capire cosa significhi davvero la felicità, ritrovarsi e riconoscersi.
Stare insieme davanti a decine di opere di arte pubblica, palinsesti culturali quotidiani e, soprattutto, condividere un senso di comunione e aggregazione è ciò che rende la cultura il vero collante della società".