Avellino

Oltre ai benefici generalmente riconosciuti dell’attività fisica sulla salute, studi sempre più numerosi hanno messo in evidenza dei legami tra il momento dell’attività fisica e le malattie metaboliche. La maggior parte degli studi ha costatato i più grandi vantaggi quando l’attività è praticata nel pomeriggio o nella serata, piuttosto che nella mattinata. Comunque questi studi sono stati realizzati su piccoli campioni, e nessuno di essi ha studiato l’associazione tra il momento dell’attività fisica e il rischio di diabete di tipo 2.

L’obbiettivo di questo nuovo studio è stato di valutare l’associazione tra il momento di un’attività fisica da moderata a vigorosa e l’incidenza di un diabete di tipo 2 (DT2). Sono stati utilizzati dei modelli per valutare le associazioni tra il momento dell’attività fisica, di intensità moderata a vigorosa, e l’incidenza del diabete di tipo 2 nella UK Biobank.

In questo studio, prendendo come referenza l’attività fisica all’inizio della mattina e quella della serata, si evinceva che la seconda era associata ad un rischio minore di diabete di tipo 2. Il meccanismo potenziale di base potrebbe essere legato al ritmo circadiano di sensibilità all’insulina.

Nell’essere umano la sensibilità all’insulina diminuisce con il progredire delle ore della giornata, con una riduzione significativa in serata, il che determina un aumento della glicemia post-prandiale dopo la cena. La pratica di un’attività fisica alla fine del pomeriggio e nella serata potrebbe contrastare questa diminuzione circadiana migliorando l’assorbimento del glucosio onde limitare l’aumento della glicemia dopo il pasto serale. In questo modo adattare l’esercizio fisico al periodo di sensibilità ridotta all’insulina potrebbe contribuire a stabilizzare l’equilibrio glicemico globale e dunque ridurre il rischio di diabete.