La decisione il 5 marzo, quando seà nota la decisione del presidente sulla dichiarazione di astensione di due dei tre membri del collegio del Tribunale dinanzi al quale è in programma il processo. Una dichiarazione, quella dei giudici, sollecitata dagli avvocati Angelo Leone e Marianna Febbraio, difensori dell'imputato principale, che ne avevano sottolineato l'incompatibilità per essersi pronunciati in un riesame reale con una motivazione di 26 pagine fitta di valutazioni di merito.
Trauna settimana, dunque, si saprà se sarà o meno necessario comporre un nuovo collegio che si occupi di Nicola Panella, 62 anni, di Montesarchio, e di altre cinque persone spedite a giudizio in una inchiesta del pm Giulio Barbato e della guardia di finanza sulle vicende di una società fallita.
Bancarotta e autoriciclaggio le accuse prospettate a vario titolo nei confronti di amministratori, anche di fatto, di più società, al centro di un'attività investigativa partita dal fallimento, nel 2021, di una società che operava nel settore del commercio di polimeri, petroli e carburanti, con un passivo accertato di oltre 16 milioni di euro.
Come ripetutamente ricordato, la tesi degli inquirenti è che, in epoca prossima alla dichiarazione di fallimento, attraverso varie operazioni con diverse società, anche costituite allo scopo, l'impresa sarebbe stata spogliata del patrimonio immobiliare, del valore di 700mila euro, per poi fallire.
A detta della Procura, dopo l’erogazione di un finanziamento pubblico per circa due milioni di euro, gli amministratori di diritto e di fatto della società fallita, garante nell’ambito di tale finanziamento, avrebbero fittiziamente ceduto un opificio industriale a Montesarchio del valore di circa 700.000,00 euro, all’interno del quale, peraltro, doveva essere realizzato il progetto finanziato con fondi dello Stato.