La lettera alla Commissione europea. I primi ministri di Spagna, Slovenia, Svezia, Danimarca ed Estonia hanno inviato una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, chiedendo di dare seguito concreto all’Iniziativa dei cittadini europei “My Voice, My Choice”, che punta a rafforzare l’accesso all’aborto sicuro e accessibile nell’Unione.
Nel documento si sottolinea come l’iniziativa, sostenuta da oltre 1,1 milioni di firme, rappresenti “un passo vitale verso la garanzia dei diritti fondamentali, della dignità e dell’uguaglianza per le donne in tutta l’Unione Europea”.
Le disparità tra gli Stati membri
Secondo i cinque leader, nell’Ue persistono ancora “disparità significative tra gli Stati membri”, che generano ingiuste disuguaglianze e mettono molte persone in condizioni vulnerabili e non sicure.
I firmatari – Pedro Sánchez, Robert Golob, Ulf Kristersson, Mette Frederiksen e Kristen Michal – evidenziano che l’iniziativa non intende scavalcare le competenze nazionali. Al contrario, “non interferisce con né mette a repentaglio le competenze nazionali in materia di regolamentazione dell’aborto”, ma mira a definire un quadro europeo di sostegno.
Un quadro europeo di garanzia
L’obiettivo indicato nella lettera è quello di assicurare un accesso “reale, efficace e uguale all’assistenza sanitaria riproduttiva”, attraverso strumenti e finanziamenti dell’Unione a supporto degli Stati membri.
Viene inoltre ricordato l’appoggio del Parlamento Europeo, che ha già adottato una risoluzione a favore dell’iniziativa, rafforzando il peso politico della richiesta.
L’appello finale
I cinque premier sollecitano quindi la Commissione europea ad adottare misure operative, definendo in modo chiaro come “My Voice, My Choice” possa essere implementata nella pratica.
Una presa di posizione che riporta al centro del dibattito europeo il tema dei diritti riproduttivi, in un contesto in cui le legislazioni nazionali restano profondamente differenziate e politicamente sensibili.