Avellino

Il 13 febbraio in una Cattedrale affollata all’inverosimile si è svolta l’Ordinazione Diaconale di Andrea, Francesco e Stefano che, come i tre giovani nella fornace ardente, hanno accettato di rispondere “Sì, lo voglio!” ad una chiamata ardua. In tempi di “passioni tristi” e di generale appiattimento, la risposta entusiasta dei tre Ordinandi è risuonata come uno squillo di tromba, una “chiamata alle armi” per intraprendere la lotta spirituale. “Tutto ciò che è grande è nella tempesta” affermava il filosofo Heidegger, commentando Platone, il giorno del suo insediamento come Rettore dell’Università di Friburgo. Il Vescovo prendendo spunto da questa frase ha incitato i nuovi Diaconi a non adattarsi al mondo, a non cercare false paci, irenismi facili, ma ad accettare la sorte di chi, come i gabbiani, non ha nido e segue il suo destino “balenando in burrasca".

Il ruolo della Parola

L’amore e la devozione alla Parola di Dio, già presenti nei due giovani avviati al Diaconato e al Presbiterato, si fanno più forti dopo quella celebrazione “con l’attenzione - ha ricordato il Vescovo nell’omelia- anche ai frammenti, anche alle briciole che cadono dalla mensa”.

Un augurio speciale

Auguriamo loro ciò che il Testo Sacro riferisce al giovane Samuele appena chiamato: “da quel giorno non lasciò andare a vuoto neppure una parola”.